Studenti di medicina e chirurgia dell’Università di Ferrara
anno accademico 922 – 923 . Tommasini
AUTORE Tommasini(?)
DATA 1923
SOGGETTO Studenti di medicina e chirurgia dell’Università di Ferrara[1], anno accademico 1922 – 1923.
B/N COLORE Seppia
DIMENSIONI 23,5 × 11 cm
MATERIA E TECNICA stampa ai sali d’argento
© Archivio Sacchini
Note
[1] L’Università degli Studi di Ferrara (in acronimo: Unife) è un’università statale italiana, fra le più antiche al mondo, fondata nel 1391 dal marchese Alberto V d’Este su concessione di papa Bonifacio IX.
Fondazione e XV secolo
La fondazione dello “Studio di Ferrara”[nota 1] fu concessa da Papa Bonifacio IX il 4 marzo del 1391, su richiesta del marchese estense Alberto V durante un suo viaggio a Roma.
L’Università, che ebbe gli stessi privilegi delle più antiche istituzioni di Bologna (fondata nel 1088) e di Parigi (fondata nel 1170), all’inizio comprendeva le tre Facoltà di medicina, di teologia e di diritto.
Dopo soli tre anni difficoltà economiche costrinsero l’ateneo alla chiusura, che si protrasse sino al 1402. In quell’anno Niccolò III d’Este, successore di Alberto V, lo fece riaprire facendo arrivare a Ferrara diversi docenti di prestigio, anche dall’Università di Bologna.
XVI secolo
Durante il periodo rinascimentale poté godere del prestigio culturale e artistico della Ferrara di quel tempo. Nel 1497 ospitò nelle proprie facoltà Niccolò Leoniceno e Sebastiano dall’Aquila che, nella disputa di Ferrara, sostennero due diversi approcci scientifici alla sifilide. Al medesimo dibattito medico-letterario intervennero altri esperti come Celio Calcagnini, Corradino Gilino, Giovanni Manardo, Natale Montesauro e Antonio Scanaroli.
La sede universitaria, a partire dal 1567 fu il palazzo Paradiso, che venne dato in affitto dal cardinale Ippolito II d’Este al magistrato dei Savi affinché vi trasferisse tutte le facoltà universitarie.
Secoli XVII e XVIII
Alla fine del Cinquecento, nel 1598, si ebbe la devoluzione, cioè il ritorno della città sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio, e l’Università, da grande centro intellettuale, fu trasformata in un ateneo di periferia. A partire dal 1770 il presidente fu il cardinale Giovanni Maria Riminaldi, incaricato da Clemente XIV per riformare l’università. Riminaldi diede nel 1771 la cattedra di matematica ed idrostatica a Gianfrancesco Malfatti.
Si registrò una ripresa nel 1797 quando, dopo aver giocato un ruolo attivo nella Repubblica Cispadana, vi venne istituita il 27 marzo la prima cattedra di diritto costituzionale in Europa, diretta da Giuseppe Compagnoni. Dopo la sospensione dei titoli di laurea nel 1803, dal 1816 ripresero le normali attività di ateneo con l’istituzione delle Facoltà di Giurisprudenza, Medicina, Scienze e Filosofia.
Papa Clemente XIV del 1771 riconobbe allo Studium di Ferrara il diritto usare un suo stemma miniato e tale diritto venne confermato più tardi, il 5 maggio 1927, dalla Consulta araldica. Il marchio dell’ateneo è stato ufficialmente modificato nel gennaio 2019.
Secoli XIX e XX
Dopo l’unità d’Italia divenne un’università libera e, anteriormente alla prima guerra mondiale, l’ateneo contava oltre cinquecento studenti.
Durante il periodo fascista l’Università fu un centro culturale utilizzato anche per dibattiti di carattere generale, come ad esempio il convegno di Ferrara del 1932 nel corso del quale uno dei temi affrontati fu quello del sindacato e delle corporazioni. Giuseppe Bottai si era già espresso con una certa simpatia nei confronti degli intellettuali che si sentivano vicini ad una corporazione democratica e Renzo De Felice intervenne in seguito in modo specifico commentando i lavori svolti molti anni prima nell’ateneo estense.
In quegli anni la scuola di farmacia divenne la quarta facoltà dell’ateneo. Successivamente furono istituite le Facoltà di Lettere e Filosofia, Architettura, Ingegneria ed Economia, l’ultima delle quali fu attivata nel 1996.
XXI secolo
La sede legale dell’ateneo dal 1º ottobre 2015 è stata trasferita nell’ex convento di Santa Lucia in via Ariosto. Lo storico palazzo di Renata di Francia dal 2015 è in ristrutturazione dopo il sisma che ha colpito la città e parte dell’Emilia.(fonte)
Nel 1922-1923 il Rettore era Pietro Sitta (Quacchio, 2 novembre 1866 – Ferrara, 10 agosto 1947) che è stato un politico ed economista italiano, senatore del Regno dal 1924.
Biografia
Figlio di possidenti, si diplomò alla scuola superiore di commercio di Venezia ed ottenne nel 1896 la libera docenza in economia politica all’università di Padova. Nel 1902 divenne professore ordinario di economia politica all’università di Ferrara e rettore della stessa dal 1909 al 1913, dal 1916 al 1920 ed infine, dal 1922 al 1938. Fu direttore centrale del credito italiano (1913) e vicepresidente della Federazione per la navigazione interna dell’alta Italia. Fu inoltre membro della deputazione ferrarese di storia patria, della Società di economia politica, dell’Istituto internazionale di sociologia di Parigi, dell’Accademia dei Georgofili di Firenze e dell’Istituto centrale di statistica.
Svolse incarichi governativi come Sottosegretario di Stato al Ministero dell’agricoltura nel governo presieduto da Vittorio Emanuele Orlando (19 gennaio – 23 giugno 1919); Sottosegretario di Stato per la Marina mercantile, i combustibili e l’aeronautica civile al Ministero dell’industria e commercio nel V governo Giolitti (16 giugno 1920 – 4 luglio 1921). Venne nominato senatore del Regno d’Italia il 18 settembre 1924.
Deferito all’Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo con le imputazioni di “Presidenti di uffici e commissioni legislative dopo il 3 gennaio 1925” e “Senatori ritenuti responsabili di aver mantenuto il fascismo e resa possibile la guerra sia coi loro voti, sia con azioni individuali, tra cui la propaganda esercitata fuori e dentro il Senato”, fu dichiarato decaduto dalla carica nell’agosto 1945. L’8 luglio 1948 le sezioni unite civili della Cassazione emisero una sentenza di cassazione della decadenza.
Morì a Ferrara il 10 agosto del 1947.(fonte)



