retro
1651
A
LA FOTOCRONACA
dir. G. Tolentino
via Domodossola 16
Data: 1935 c.a
Autore: LA FOTOCRONACA
Soggetto: Roma(?) – Corteo funebre ufficiale Regio Esercito[1]
B/N Colore: Virato seppia
Dimensioni: 23 x 15,5 cm (supporto primario)
Materiale: cartoncino
Tecnica: al bromuro argento stampata in positivo
© Archivio Sacchini
Note
[1] Granatieri di Sardegna.
Origini e vicende organiche
Discende dal Reggimento delle Guardie costituito nel 1659 per ordine del duca di Savoia Carlo Emanuele II, che istituì il primo reggimento stabile tra tutti i pari stati europei. A seguito del riordino dell’Arma di Fanteria previsto dall’ordinamento del 25 ottobre 1831 il 1º Reggimento Granatieri ed il Reggimento Cacciatori costituiscono la Brigata Guardie. Con decreto 20 aprile 1850, la Brigata prende il nome di Brigata Granatieri, composta dal 1º e 2º Reggimento Granatieri conservando la precedenza sulle altre Brigate di Fanteria. In esecuzione della legge 11 marzo 1926 sull’ordinamento dell’Esercito, che prevede la costituzione delle Brigate su tre reggimenti, inquadra anche il 3º Reggimento “Granatieri di Sardegna” (costituito il 1º dicembre 1926) e prende il nome di XXI Brigata di Fanteria. Assegnata, assieme al 13º Reggimento Artiglieria, alla 21ª Divisione Militare Territoriale di Roma a seguito del decreto 8 febbraio 1934 la Brigata diviene Divisione di Fanteria “Granatieri di Sardegna”. Con la formazione delle divisioni binarie, nel 1939 la grande unità inquadra ancora il 1º e 2º Reggimento “Granatieri di Sardegna” ed il 13º Reggimento Artiglieria per Divisione di Fanteria ed aggiunge al proprio nominativo il numerico (21ª).
1939 – Nell’autunno 1939 quando vennero costituite le Divisioni di fanteria articolate su due reggimenti di fanteria, il 1° e il 2º Reggimento “Granatieri di Sardegna” vennero assegnati, insieme al 13º Reggimento artiglieria, alla 21ª Divisione fanteria “Granatieri di Sardegna”, mentre il 3º Reggimento “Granatieri Guardie” venne staccato da essa, restando dislocato in Albania alla cui invasione aveva preso parte e sarebbe stato poi impiegato durante la seconda guerra mondiale sul fronte greco-albanese, dove si sarebbe distinto per dedizione ed eroismo.
Guerra 1940-431940 – E’ schierato sul fronte alpino occidentale ma non venne impiegata nelle operazioni contro la Francia a causa del rapido concludersi delle operazioni con l’armistizio di Villa Incisa..1941 – L’8 maggio 1941, in seguito all’invasione della Jugoslavia da parte delle truppe italiane e tedesche, il Reggimento venne trasferito in Slovenia nella zona di Lubiana-Kočevje con il compito di presidiarne parte del territorio.1942 – Nel mese di settembre 1942, il Reggimento venne trasferito in Croazia, per iniziare nella seconda metà di novembre il rimpatrio, prendendo sede a Roma.1943 – Alla data dell’8 settembre 1943 il Reggimento faceva parte della Divisione Granatieri di Sardegna, alle dipendenze del Corpo d’Armata Motocorazzato adibito alla difesa della capitale ed era schierato, insieme al 2° Battaglione Granatieri, nella zona sud di Roma a presidio dei capisaldi predisposti in corrispondenza delle vie di accesso alla Capitale, lungo un semicerchio dell’estensione di circa trenta chilometri, dalla Via Boccea alla Via Collatina e in seguito alla proclamazione dell’armistizio tutti i reparti della Divisione presero parte agli scontri del 9 e 10 settembre a sud di Roma contro i tedeschi a cavallo della Via Ostiense agli ordini del generale Gioacchino Solinas, contendendo le posizioni presidiate per due giorni: presso Porta San Paolo e poi al Campidoglio, difeso dalla 4a Compagnia Reclute del 1º Reggimento, comandata del Capitano Alberto Alessandrini, che si rivelerà l’ultimo baluardo della difesa di Roma, i Granatieri e le altre truppe giunte in rinforzo (carabinieri, bersaglieri, polizia Africa italiana, cavalleria, carristi, paracadutisti) ebbero il forte sostegno della popolazione romana armata. Il 10 settembre, in seguito al trasferimento di Vittorio Emanuele III assieme alle più alte cariche governative e militari ed alla successiva resa voluta dagli Alti comandi romani, il Reggimento, rimasto privo di ordini, si sbandò, così come la quasi totalità del Regio Esercito, e viene considerato sciolto.(fonte)
Considerazioni sul contenuto delle immagini
Nelle due fotografie si osserva un corteo funebre, presumibilmente di un ufficiale dell’esercito o, comunque, di un’alta personalità militare. Il corteo è aperto da una banda militare e da una formazione di soldati; in coda, altri militari in colonna seguono il carro funebre.
Le fattezze del carro funebre, riconducibili ad alcuni modelli documentati in fotografie dell’Istituto Luce (presenti sul sito dell’Archivio Storico Istituto Luce) impiegati per cerimonie simili a Roma — ad esempio: “Il carro funebre nella vie di Roma” (1922), “Il carro funebre con il feretro del colonnello Struppi” (1936), e “Il feretro del tenente colonnello Carmelo Rapicavoli sulla carrozza funebre” (1938) — insieme alla presenza del gagliardetto con il fascio littorio in coda al feretro, mi inducono a ipotizzare che si tratti di un funerale celebrato a Roma tra il 1930 e il 1942.
Il drappello che segue la banda musicale potrebbe essere quello dei granatieri di Sardegna.
Gli ufficiali portano la sciabola quindi dovremmo essere prima del 1940, anche gli alamari di grosso formato dei Granatieri confermerebbero questo dato cronologico. Un documento che è parte dell’archivio che acclude le foto del funerale:
Si tratta di un foglio di congedo assoluto datato 1930, rilasciato al soldato Costantini Pietro, classe 1898, appartenente al 2° Reggimento Granatieri di Sardegna, (per approfondire).
Potrebbe comunque esserci un legame, magari anche solo di conoscenza.



