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Ermido Cerutti. 20 giugno 1944

Ermidio Cerutti. 20 giugno 1944
« di 3 »

(20-6-44)
Carissimi genitori oggi giorno 20 o ricevuto
la lettera di mamma, e di papa, la quale
mi fecie tanto piacere, specialmente quella
di papà, ma anche la tua mamma?
erano gia parecchi giorni che non ricevevo,
ma ora spero di ricevere sempre, ma spero
che anche voi riceverete regolarmente,
ne vero? Ne sono anche contento che papa,
mi dice che il cavallo viene bel crosso, ma
spero darrivare in tempo a vederlo che
tanto desidero. Ora vi dico che la mia vita
è sempre la solita, istruzioni non ne manca
il tempo, freddo, e piove, ma ora penso che
ancora poco devo soportarlo e dopo spero che
verra presto quel giorno di rivederci a casa
ma specialmente col Donato. Spero che il la-
voro non vi manca, nemmeno col negozio se
laveto aperto, Cara mamma, non devi bensare
perme perche la mia salute è ottima e il mora-
le è sempre alto, così spero di voi tutti, quan-
do scrivete mi piacerebbe sapere, se Livio del
Model e rientrato, eppure il santino come di-
cono qui Ricevete tanti e tanti baci vostro
Ermido. Salutatemi Angiolino e tutti quelli
che domandano di me baci ai
fratelli scrivete
sempre
attendo.

Fedelpost

Per Cerutti Giovanni
Broni per Canneto Pavese

Via Roma N. 2
P. Pavia
Italia

Timbro

POSTA CAMPO
000 22-6.44

Ad

7105

Lato

Gummierung hier lösen
(mit Bleistift aufrollen)


PAN- B Papier

Retro

Ubfender: Solda. Cerutti Ermido[1]
Felpost Posta Campo N. 8259 2/D)

Timbro
CANNETO PAVESE PAVIA
6-LUG. 44

Vor dem Zukleben erst falzen und
dann nur eine Hälfte anfeuchten

Bauerdruck Mannheim
ges. gesch.

Lato

Gummierung hier lösen
(mit Bleistift aufrollen)


Note

vers. eng.

Dear parents, today, the 20th, I received letters from Mum and Dad, which made me very happy, especially Dad’s, but also Mum’s.
I hadn’t received any for several days, but now I hope to receive them regularly, and I hope you will too, won’t you? I am also happy that Dad tells me that the horse is growing big and strong, but I hope to arrive in time to see it, as I really want to. Now I will tell you that my life is the same as always, there is no shortage of instructions, the weather is cold and rainy, but now I think that
I only have to put up with it for a little while longer and I hope that the day will soon come when we can see each other again at home,
especially with Donato. I hope you have plenty of work, even with the shop if you have opened it. Dear Mum, you mustn’t worry about me because my health is excellent and my spirits are always high, so I hope the same for all of you. When you write, I would like to know if Livio del Model has returned or the santino, as they say here. Receive many, many kisses from your
Ermido.
Give my regards to Angiolino and everyone who asks about me, kisses to my brothers, write often, I look forward to hearing from you.


[1]Il militare ritratto nella fotografia, forse identificabile in Ermido Cerutti, presenta mostrine che farebbero pensare alla Divisione San Marco. Il numero di posta da campo 82592, invece, risulta riferito al 2° Battaglione Esploratori della Divisione Littorio: un elemento che merita ulteriore approfondimento.

La 3ª divisione di fanteria di marina «San Marco» fu una delle quattro divisioni dell’Esercito Nazionale Repubblicano. Inizialmente denominata 3ª Divisione di fanteria, nel gennaio 1944 fu ri-denominata 3ª Divisione granatieri e infine nel marzo 1944 assunse il nome di 3ª divisione di fanteria di marina «San Marco». La Marina Nazionale Repubblicana istituì invece la Divisione fanteria di marina Xª. Fu attiva fino alla fine di aprile 1945.

Storia

Militare appartenente al Gruppo Esplorante Divisionale della Divisione San Marco, come si evince dal fregio sul basco (diverso da quello d’ordinanza per la Marina della Decima) e dalle mostrine nere con i teschi, caratteristiche di questa unità.
Costituzione
Un primo nucleo di istruttori giunse a Grafenwöhr, sede del campo di addestramento, nel dicembre 1943. La divisione fu indicata dai tedeschi con la denominazione 3. Italienische Infanterie Division. I quadri furono completati all’inizio di febbraio, con l’apporto dei «volontari», circa 1.800, provenienti da reparti della Xª Flottiglia MAS e dalla 1ª Divisione di marina italiana proveniente, in massima parte, da Bordeaux, mentre un centinaio di essi proveniva dal disciolto Battaglione «Caorle».

Addestramento
Il grosso della forza fu fornito dalla leva delle classi 1924 e 1925, che furono inviate al campo d’addestramento di Grafenwöhr. Alcuni reparti furono addestrati nel campo di Heuberg.

Fu la prima unità ad avere i ranghi al completo e la prima a iniziare l’addestramento.

Attività
Rientrata in Italia nel luglio 1944, la Divisione fu schierata a difesa delle coste della Liguria occidentale, ed ebbe subito numerose diserzioni, con il comandante Aldo Princivalle che entrò in contrasto con gli ufficiali di collegamento tedeschi e fu sostituito.

Continuò a operare fino all’aprile 1945.(fonte)

La 2ª Divisione granatieri “Littorio” fu una delle quattro divisioni regolari dell’Esercito della Repubblica Sociale Italiana di Benito Mussolini. Anche se era una formazione di fanteria, venne formalmente indicata come una formazione di “granatieri” per innalzare il morale, anche se in realtà il termine granatiere nella tradizione militare italiana si riferisce alle Guardie (unità selezionate specialmente riguardo all’altezza).

Storia
La 2ª Divisione granatieri «Littorio» fu ufficialmente costituita il 7 aprile 1944 a Sennelager, cittadina presso Paderborn in Vestfalia, che funse da centro di raccolta e di addestramento della divisione. L’addestramento del gruppo di istruttori era iniziato a metà novembre 1943; agli inizi di aprile la divisione aveva i quadri (3.000 uomini) al completo e a metà aprile, con oltre un mese e mezzo di ritardo rispetto alle date stabilite, cominciarono ad affluire le reclute. Ad agosto 1944 l’unità schierava 18.500 uomini; nello stesso mese i reparti furono trasferiti a Münsingen, Minden e Feldstennen, dove completarono l’addestramento. Nell’estate del 1944 a Sennelager la divisione ricevette la visita di Mussolini e del maresciallo Graziani.

La 2ª Divisione granatieri «Littorio» rientrò in Italia tra il 20 ottobre e il 1º novembre 1944 e fu schierata a ridosso della Linea Gotica, nell’Oltrepò Pavese, alle dipendenze del LXXV Armeekorps tedesco in funzione anti-guerriglia, ma il Comandante di Divisione, il generale Agosti, riuscì a ottenere di spostarla sul fronte occidentale al confine francese, fra il colle di Tenda e il Piccolo San Bernardo. Per mesi la divisione resistette a tutti i tentativi dei franco-americani miranti a occupare territori italiani, riuscendo anzi nel contrario, perché alla fine era in possesso di alcune teste di ponte in territorio francese. Il 27 aprile 1945, dopo una strenua difesa dei confini dalle forze francesi e americane, con la fine della Repubblica Sociale Italiana, quando l’unità era ancora in possesso di alcuni territori francesi, il generale Agosti promulgò l’ordine di scioglimento della divisione, venendo poi catturato dagli Alleati, ma gli alpini dei battaglioni «Varese» e «Bergamo» del Reggimento alpini della divisione e gli obici della 12ª Batteria del Gruppo «Mantova» del 1º Reggimento artiglieria della 4ª Divisione alpina «Monterosa”» affiancarono le Fiamme Verdi del CLNAI fino all’8 maggio, e contribuirono a fermare il tentativo di annessione della Valle d’Aosta alla Francia, in un’insolita alleanza tra partigiani italiani e soldati della RSI.

Dopo la cattura il generale Agosti fu rinchiuso nel campo di concentramento di Coltano e accusato di aver commesso crimini di guerra. Mentre si trovava rinchiuso nel carcere militare di Forte Boccea a Roma, però, preferì suicidarsi piuttosto che essere giudicato da una giuria che egli riteneva parziale e «traditrice».(fonte)

Il contesto storico è quello della Repubblica Sociale Italiana.

Repubblica Sociale Italiana. (RSI) Denominazione assunta dal regime fascista repubblicano instaurato il 23 settembre 1943 da B. Mussolini, nella parte di territorio italiano occupato dai Tedeschi. Comprendeva le regioni del Centro-Nord a eccezione del Trentino, dell’Alto-Adige, della provincia di Belluno, del Friuli e della Venezia Giulia, dell’Istria, annesse di fatto al Terzo Reich. Il nuovo governo si insediò nei pressi di Salò, sul Lago di Garda (da cui la denominazione Repubblica di Salò), mentre i ministeri furono dislocati in varie sedi dell’Italia settentrionale. Il programma della RSI, esposto nel «manifesto di Verona» e approvato dal congresso del Partito fascista repubblicano (Verona 15-16 novembre 1943), riesumava, nel tentativo di conquistare il consenso popolare, le formule rivoluzionarie del primo fascismo e prevedeva, tra l’altro, l’abbandono delle corporazioni e la creazione di una Confederazione nazionale del lavoro, forme avanzate di legislazione sociale e la partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese. Il programma, osteggiato dai Tedeschi e dagli ambienti industriali e finanziari, non fu realizzato mentre, a partire dagli scioperi del marzo 1944, si sviluppò una crescente opposizione operaia alla RSI. Subordinata ai Tedeschi, quest’ultima svolse un’azione prevalentemente amministrativa e militare nel conflitto con l’esercito alleato e il movimento partigiano.
Il termine repubblichino – già usato da V. Alfieri in una lettera a Mario Bianchi del 15 aprile 1793, con riferimento ai fautori della Rivoluzione francese del 1792 – fu riesumato, con valore spregiativo, per la prima volta da U. Calosso in una trasmissione di Radio Londra, alla fine del 1943, e si diffuse poi in Italia per indicare dapprima i soldati chiamati alle armi dalla R., poi più genericamente gli appartenenti a tale Repubblica.(fonte)