Cara Mariantonietta,
Ti ò mandato avant’ieri
una lettera per il tramite dell’Agenzia S.E.I(?).S., la
quale però fa servizio fino a Bologna.
Ma poiché da Bologna in giù funziona – secondo
quanto dicono – il servizio ferroviario, la lettera
dovrebbe arrivarti con una certa rapidità.
Dopo la tua dell’8, di cui ti ò già dato notizia
nella precedente lettera, non ò ricevuto altra
tua posta. Ò l’impressione che siano andate
smarrite – o per lo meno non mi sono ancora giunte –
numerose tue lettere, poiché dopo quella del 9
maggio non ricevetti più nulla fino alla cartolina
del 2 giugno, con la quale mi annunciavi la
partenza per Roma. Siete riusciti a trovare
l’appartamento? E come sta passando le
giornate la “pupa”?ài possibilità di
presentarti agli esami? Una volta a Roma
mi dissero che l’Istituto Orientale di Napoli
avrebbe creato una sezione staccata presso l’Università
di Roma. À avuto corso questo progetto? Ài
riveduto …. Liu?! (a tacere di … Yau!!)
Ti ringrazio moltissimo delle notizie romane
e della vivida descrizione che mi ài fatto della
vita dell’Urbe. Come ti ò già scritto io sono
sempre qui in attesa della decisione dell’Ufficio
Decisioni che però non so se mai verranno,
benché la logica vorrebbe di sì. Dei colleghi, parecchi
se ne sono già andati, spinti dalla necessità di
trovare qualche sistemazione. Io insegno alla Berlitz[1],
ove passo tutta la giornata. Peccato solo che il lavoro
non sia troppo retribuito. Vedrò i prossimi
mesi cosa sarà il caso di fare. L’intenzione è
di venire a Roma – almeno provvisoriamente – per
vedere se è possibile trovare qualche sistemazione.
La vita della città è, come sempre, tranquillissima,
salvo qualche morto ammazzato – politico o non, e
superficialmente allegra. Mi dicono però che c’è
molta disoccupazione in giro, essendo ferme tutte
le industrie per mancanza di materie prime. La
situazione potrebbe anche sfociare in gravi torbidi –
così sentenziano gli intenditori – Se non sarà
provveduto a porre qualche rimedio. I prezzi
si dimostrano dei veri accademici dell’alpinismo,
per non dire che sono degli aviatori stratosferici.
Nelle vetrine sono ricomparsi, in compenso,
numerosi articoli, che in questi ultimi tempi erano
completamente scomparsi: camicie, cravatte, stoffe
e altri generi di abbigliamento. Beh, faccio punto per
oggi, con la speranza di ricevere presto tue notizie.
Ti saluto affettuosamente wil nielen
nielen lieben[2] Seppun[31]
Vit
17 giugno
Timbro VERIFICATO PER CENSURA[4] 5 5 0 8
ESPRESSO
Sig na
Maria Antonietta Basile[5]
presso Campiotti
Via Slataper, 1
Roma
PER CENSURA
Timbri
VENEZIA CORR-PACCHI FERROVIE
15.6.45.13
VERIFICATO PER CENSURA 5 5 0 8
Bosotto[6]
S. Marco 2426
Venezia
17.6.45
4.7.45
Timbro
ROMA FERROVIA ESPRESSO
3 .7 .45
AGENZIA RECAPITI
Numero d’arrivo
220.534
4
Note
vers. eng.
Dear Mariantonietta,
The day before yesterday, I sent you a letter via the S.E.I.S. Agency, which, however, only provides service up to Bologna.
But since, according to what they say, the railway service is working from Bologna downwards, the letter should reach you fairly quickly.
After your letter of the 8th, which I already mentioned in my previous letter, I have not received any other mail from you. I have the impression that many of your letters have been lost—or at least I have not yet received them—because after the one dated May 9, I received nothing until the postcard dated June 2, in which you announced your departure for Rome. Were you able to find an apartment? And how is the “pupa” spending her days? Will you be able to take your exams? Once in Rome, I was told that the Oriental Institute of Naples would be setting up a branch at the University of Rome. Has this project gone ahead? Have you seen … Liu again?! (Not to mention … Yau!!).
Thank you very much for the news from Rome and your vivid description of life in the city. As I have already written to you, I am still here waiting for the decision of the Decision Office, but I don’t know if it will ever come, although logic would suggest that it should.
Several of my colleagues have already left, driven by the need to find accommodation. I teach at Berlitz, where I spend the whole day. It’s just a shame that the job doesn’t pay very well. I’ll see what to do in the coming months. The intention is to come to Rome—at least temporarily—to see if it’s possible to find somewhere to stay.
Life in the city is, as always, very quiet, except for a few murders – political or otherwise – and superficially cheerful. However, I am told that there is a lot of unemployment around, as all industries are at a standstill due to a lack of raw materials. The situation could even lead to serious unrest, according to experts, if no remedy is found. Prices are proving to be true mountaineering experts, not to say stratospheric aviators.
On the other hand, numerous items that had completely disappeared in recent times have reappeared in shop windows: shirts, ties, fabrics, and other clothing items. Well, I’ll leave it there for today, hoping to hear from you soon.
With love
wil nielen nielen lieben
Seppun
Vittorio
June 17
[1]La Berlitz School of Languages (poi Berlitz International, Inc. e, a partire dal 2010, Berlitz Corporation) è una società fondata da Maximilian Berlitz nel 1878, a Providence, Rhode Island, negli Stati Uniti. Il nipote di Maximilian Berlitz, Charles Berlitz collaborò nella società dello zio diventando autore di dizionari tascabili e frasari per turisti ed ebbe anche un importante ruolo nella diffusione dei corsi di lingua su supporto magnetico. Ad oggi esistono circa 550 sedi Berlitz in più di 70 paesi nel mondo.
Storia
Nato in una famiglia d’insegnanti e matematici, Maximilian Berlitz trascorre la sua infanzia in Germania fino al 1872 quando emigra negli Stati Uniti. Qui inizia a impartire lezioni di greco, latino e altre sei lingue europee. Grazie ad una solida reputazione come insegnante privato, Maximilian Berlitz entra nel Warner Polytechnic College, come professore di francese e tedesco. In pochi anni diventa responsabile di tutta la formazione linguistica del College. Grazie al successo del metodo da lui inventato, Maximilian Berlitz apre presto scuole nel New England e nella East Cost, spostando nel 1886 il suo centro operativo a New York. Nel 1888 sbarca in Europa a Berlino e l’anno seguente a Parigi e Londra. Il nuovo secolo si apre con oltre 100 scuole Berlitz nel mondo, dall’America Latina alla Russia. Agli inizi degli anni sessanta si apriranno le prime scuole in Asia, la prima si aprirà nel 1966 in Giappone a Tokyo.
La storia della Berlitz in Italia
Tra le prime scuole in Italia si possono menzionare quella di Roma in via dei Fornari aperta nell’ottobre del 1898 e quella di Brescia nel 1903 su iniziativa di Gustavo e Felice Gardelli. Tra gli insegnanti Berlitz del periodo, si ricorda lo scrittore irlandese James Joyce presso la sede di Trieste; tra i suoi studenti, vi fu il giovane Italo Svevo. Durante la seconda guerra mondiale furono costrette tutte alla chiusura dal regime fascista. Nel 1969 nacque una nuova società, la Berlitz Schools of Language Italia Spa, tuttavia, cessò l’attività nel 1975; riaprì alla fine degli anni ottanta con le sedi di Roma e Milano..(fonte)
[2] Auguro a tanti, tanti cari
[3] Bacio in giapponese
[4] Censura durante l’epoca fascista
La censura, durante il regime fascista, consistente nella limitazione della libertà di stampa, radiodiffusione, assemblea e libertà di espressione, non fu creata dal Fascismo e non terminò con la fine di questo. In data 31 dicembre 1925 entrò in vigore la legge n. 2307 sulla stampa, che disponeva che i giornali potessero essere diretti, scritti e stampati solo se avessero avuto un responsabile riconosciuto dal prefetto, vale a dire dal governo. Con l’approvazione del R.D. 26 febbraio 1928, n. 384 poteva essere iscritto all’ordine dei giornalisti solo chi non avesse svolto attività in contrasto con gli interessi della nazione. Il 6 novembre 1926 fu poi emanato il Testo unico di Pubblica sicurezza. Infine la circolare del 3 aprile 1934 firmata da Benito Mussolini (Circ. 442/9532) che conferì il potere di censurare una pubblicazione all’Ufficio stampa della Presidenza del Consiglio, che si affiancò pertanto ai prefetti (e naturalmente li poté condizionare). Inoltre annunciò l’introduzione del sequestro preventivo delle pubblicazioni.
I principali scopi della censura erano:
Controllo sull’immagine pubblica del regime.
Controllo costante dell’opinione pubblica come strumento di misurazione del consenso.
Creazione di archivi nazionali e locali (schedatura) nei quali ogni cittadino veniva catalogato e classificato a seconda delle sue idee, le sue abitudini, le sue relazioni d’amicizia e sessuali, costituendo così di fatto uno stato di polizia.
La censura fascista combatteva ogni contenuto ideologico in contrapposizione al fascismo o lesiva del prestigio della nazione.
La censura nel settore dei media veniva posta in atto dal Ministero della cultura popolare (Min.Cul.Pop.), che aveva competenza su tutti i contenuti che potessero apparire in giornali, radio, letteratura, teatro, cinema, ed in genere qualsiasi altra forma di comunicazione o arte.
Nel 1930 fu proibita la distribuzione di libri con contenuti di ideologia marxista. Questi libri erano segregati in sezioni speciali delle biblioteche pubbliche, non aperte al pubblico. Per avere accesso a questi testi bisognava ottenere una autorizzazione governativa, che veniva concessa dietro la presentazione scritta di chiari propositi scientifici o culturali. Grandi falò di libri si verificarono sin dal 1938: le opere contenenti temi sulla cultura ebraica, la massoneria, l’ideologia comunista, vennero rimosse dagli occulti scaffali di biblioteche e librerie. Per poter evitare i sequestri e le conseguenze delle ispezioni fatte dalla polizia fascista, molti bibliotecari nascosero le opere incriminate, ed in effetti in molti casi queste vennero ritrovate alla fine della guerra.
Dal dopoguerra ad oggi
Lo stesso argomento in dettaglio: Libertà di stampa nella Repubblica italiana e Il caso Guareschi.
In particolare l’epoca dopo la fine della IIª guerra mondiale, coincidente anche con i primi anni della neonata Repubblica Italiana nata dopo il referendum fu pervasa da una vena di “sessuofobia” che avrebbe, per situazioni e provvedimenti, preso una piega verosimilmente demenziale che ha riguardato molte arti, quindi, oltre la stampa in genere, il cinema e la censura televisiva, nuovissimo mezzo di comunicazione e spettacolo arrivato, prima, nei locali pubblici (bar, circoli privati) per via del prezzo troppo elevato dell’apparecchio per le famiglie, in seguito maggiormente diffuso nelle case anche per l’abbassamento del prezzo causato dalla più larga diffusione. Questo clima fu anche favorito dall’atteggiamento avuto durante gli ultimi anni del pontificato di Papa Pacelli, come, realmente, accadde per uno show televisivo annullato per la visione di “gambe femminili scoperte”.
La rigida applicazione del codice di Filiberto Guala, primo direttore generale della neonata Rai, obbligò a seguire le linee direttive nelle quali erano state tassativamente vietate persino la pronuncia di parole descriventi dettagli anatomici e semplici parti del corpo divenute “irriferibili” quali: “membro”, “seno”, “cosce”, “piedi”. E l’elenco potrebbe proseguire se si pensa al clima di quell’epoca, arrivato ad usare, per le forze dell’ordine, addirittura un “metro”, qualche anno prima (1948), dal ministro dell’interno Mario Scelba per misurare nelle spiagge la “lunghezza” dei costumi da bagno femminili.(fonte)
[5] Maria Antonietta Basile, moglie di Luigi Marziani (Senigallia, 26 agosto 1900 – Roma 16 agosto 1977) Odontoiatra. Esperto in Chirurgia orale, di fama internazionale per aver sperimentato il primo impianto sottoperiosteo a griglia di Tantalio.(fonte)
Nella S∴G∴L∴N∴I∴ degli Antichi Liberi Accettati Massoni di Piazza del Gesù, sedente in Roma,
Maria Antonietta Basile ricopriva il ruolo di Gr∴ Seg∴ Add∴ Relaz∴ Estere,
M. Antonietta Marziani Basile 33∴
Nel documento della CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA. IX LEGISLATURA, Doc. XXIII n. 2-quater/6/IV
COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULLA LOGGIA MASSONICA P2
ALLEGATI ALLA RELAZIONE, SERIE Il: DOCUMENTAZIONE RACCOLTA DALLA COMMISSIONE, VOLUME VI, Loggia P2 e Massoneria. TOMO IV. ROMA 1987
– È presente alla pag. 192
GRAN SEGR.·. ADD:. RELAZ:. ESTERE M. Antonietta MARZIANI BASILE 33:.
– A pag 178
Nella Tornata Ordinaria della Giunta Esecutiva dell’Ordine dell’8° giorno del III mese dell’A. L. 5973
Prot. n. 0/2481 – G/m
Nell’Ordine del giorno
al punto 6) Relazioni. Internazionali: Relatrice l’Elett.ma e Pot.ma Sor. Maria Antonietta MARZIANI BASILE, Gran Segretario alle Relazioni Estere ;
– A pag. 542
per: TRAITE DE “L’UNION MACONNI DE MEDITERRANEENNE”
A la suite des élections qui se sont déroulées conformément aux Règlements de l’U:.M:.M:., le.Oomité Exécutif sera composé comme suit pendant lescinq premièree annéee:
GRAN SEGR.·. ADD:. RELAZ:. ESTERE M. Antonietta MARZIANI BASILE 33:.(fonte)
[6] Vittorio Bosotto.
Presenza nella corrispondenza di Giulio Andreotti
Il nome Vittorio Bosotto compare nella descrizione di una unità di carte relativa a “Rapporti con l’Italia / Repubblica di Cina [Taiwan]” nell’archivio Sturzo: è citato insieme ad allegati (tra cui una dichiarazione dell’ambasciatore Hsu Shao Chang del 6 novembre 1970). Questo conferma che Bosotto figura in quel fascicolo di corrispondenza/archivio politico. Archivio Sturzo+1
Occorrenza in un documento ILO (1956)
Un documento di proceedings ILO del 1956 include un nome “Vittorio BOSOTTO” in elenco di delegati/partecipanti — questo suggerisce la presenza di una persona con quel nome in contesti internazionali negli anni ’50 (potrebbe essere la stessa persona citata nella rivista La Cina, ma non ci sono prove dirette che sia esattamente la stessa identità). International Labour Organization
Vittorio Bosotto. Risulta tra i partecipanti (9. Vittorio Bosotto. Roma) della rivista in lingua italiana “La Cina” pubblicata dal 1956. Fondata da Giuseppe Tucci e diretta da Lionello Lanciotti, che ne è tuttora il direttore, Cina è dedicata alla comprensione e allo studio del pensiero, dell’arte, della scienza e dell’organizzazione della Cina contemporanea, senza tuttavia trascurare la tradizione del passato, rivalutata alla luce della critica contemporanea. (fonte)
Traduttore del libro La gioia nella filosofia cinese (Roma: Ed. Mediterranee, 1977).



