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du prisonnier de guerre! N’écriereque sur
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25-8-44. Carissimo Gino Contentissimi del tuo buono stato
di salute grazie di tutto e che, oggi ricevuto due lettere
tue 4.7/30.6 pacchi. Achille in data 23.30 del 7 salute
ottima pure lui aspetto, arriverà l’ora del ritorno, sempre
preghiamo, coraggio mio caro speriamo di una presto
fine auguri tanta salute e cari abbracci. Saluti cari Rina
Oh ricevuto ora tua cara lettera in questo momento li imposto
Cari baci con tanti auguri, abbi fiducia Coraggio tua
Gabri
Timbro
COMMISSIONE PROVINCIALE DI CENSURA 84-E
…………………………………..
Kriegsgefangenenpost
Correspondance des prisonnieres de guerre
Antwort-Postkarte
Carte postale de réponse
An den Kriegsgefangenen
Au prisonnier
Menozzi Gino
Gebührenfrei! Franc de port!
Gefangenennummer: 44430
Lager-Bezeichnung:
Nom du camp
M.-Stammlager V A[1]
Amb. Robo. 3164
Deutschland (Allemagne)
Absender:
Expéditeur:
Vor- und Zuname:
Nom et prénom
Famiglia Puoci
Ort:
Lieu Parma
Straße:
Rue Emilia loT 132
Kreis:
Département Parma
3164
timbri
Stalag[2] VA 5 geprüft
CENSUR 8
SAN LAZZARO PARMENSE PARMA 26.8.44
Note
vers. eng.
25-8-44. Dearest Gino, We are delighted to hear that you are in good health. Thank you for everything. Today we received two letters from you dated 4.7/30.6 and parcels. Achille is also in excellent health at 23.30 on the 7th. The time will come for him to return. We are always praying. Take heart, my dear, and let us hope for a speedy end. Best wishes for good health and warm hugs. Best wishes, Rina
Oh, I have just received your dear letter and am posting it right now. Lots of love and best wishes, have faith. Be brave, your Gabri
[1] STAMMLAGER V A
Costruito sul sito di un ex campo militare tedesco alla periferia sud di Ludwigsburg, un tempo erano alloggiate le truppe di cavallerie tedesche e loro cavalli. Nel mese di ottobre 1939, le scuderie, in mattoni rossi, furono convertite in caserme per ospitare prigionieri; ulteriori baracche di legno furono costruite per accogliere la crescente popolazione carceraria.
I tetti degli edifici furono segnati “KG” per Kriegsgefangenen, che significava “prigionieri di guerra” e grandi croci rosse per garantire che aerei alleati non prendessero di mira lo Stalag.
I primi prigionieri furono Polacchi provenienti dall’invasione tedesca della Polonia nel 1939. Col procedere della guerra “ospitò” prigionieri di altre nazionalità. La più grande popolazione presente all’interno del campo era sovietica seguita dai Francesi, Belgi, Olandesi, Inglesi e del Commonwealth, Italiani e Americani. Molti prigionieri furono trasferiti in Campi di lavoro della zona, in fabbriche, per riparazioni di strade e ferrovie, in aziende agricole. Tuttavia, l’amministrazione di questi Arbeitskommando fu affidata al campo principale, che era anche responsabile della Divisione Internazionale della Croce Rossa, distribuzione pacchi e servizio di posta.
Il campo venne liberato la sera di Pasqua, 1° aprile 1945.(fonte)
[2]Stalag, abbreviazione di Stammlager che a sua volta è un’abbreviazione di Mannschaftsstamm- und Straflager, è un termine utilizzato per indicare i campi di prigionia tedeschi per i prigionieri di guerra.
Storia
Secondo la Terza Convenzione di Ginevra del 1929 e secondo quelle che l’hanno preceduta, la Convenzione dell’Aia (1907), parte IV capitolo 2, questi campi sono solo per prigionieri di guerra non civili. Gli Stalag furono in uso nella prima e nella seconda guerra mondiale per i non ufficiali (truppa semplice nell’esercito statunitense, altre truppe nelle forze del Commonwealth britannico).
I prigionieri normalmente venivano catturati, trasportati nelle stazioni ferroviarie (dove bisognava lasciare armi e bagagli che sarebbero arrivati successivamente) e caricati su vagoni piombati in condizioni disumane. Ovviamente i bagagli non arrivavano mai e venivano destinati ai civili e orfani di guerra di razza ariana. In certi casi alcuni prigionieri militari inglesi furono rinchiusi nei ghetti di Vilnius e di Łódź, assieme agli ebrei, zingari, omosessuali, perseguitati politici e criminali comuni.
Dalle cifre reperibili online risulta che dei 3,2 milioni di prigionieri russi e 1,8 delle altre nazionalità (sia civili che militari), poco più di un milione moriranno nei circa 300 campi di concentramento sparsi in tutta la Germania. In questi lager la sopravvivenza era difficile e non tutti riuscirono a superare i molti anni di prigionia. Gli ufficiali erano detenuti in accampamenti a parte, gli Oflag.
Stalag Luft
Nella seconda guerra mondiale, l’aeronautica tedesca creò gli Stalag Luft per detenere gli avieri ed il personale dell’aviazione nemica, fossero ufficiali o meno.
Marlag
Per i componenti della Marina militare tedesca c’erano i Marlag. Tutti questi tipi di campi sono stati spesso, tuttavia, descritti col nome Stalag. Ai civili che erano ufficialmente in forza presso unità militari, come i corrispondenti di guerra, erano prescritti gli stessi trattamenti dei militari.
Milag
Per i componenti della Marina mercantile tedesca c’erano i Milag. Tutti questi tipi di campi sono stati spesso, tuttavia, descritti col nome Stalag.
Peculiarità ideologiche
La terza convenzione di Ginevra, Sezione III, Articolo 49, consentiva l’utilizzo come lavoratori forzati dei prigionieri di guerra non appartenenti alla categoria degli ufficiali, purché impiegati nell’agricoltura e nell’industria, che non fosse quella bellica. La convenzione definiva in dettaglio, in articoli successivi della stessa sezione, le condizioni di lavoro, di ricovero e pagamento di questo tipo di manodopera coatta. Durante la seconda guerra mondiale, queste convenzioni vennero ignorate negli stalag, in particolare per i prigionieri russi, polacchi e jugoslavi, in conseguenza della visione ideologica razzista del nazismo, secondo la quale le popolazioni slave erano rassisch minderwertig (“razzialmente inferiori”).
A differenza quindi di quanto accadeva dei campi di prigionia delle altre nazioni partecipanti al conflitto, e finanche in difformità con l’impostazione dei cobelligeranti, gli stalag erano strutturati con divisioni in filo spinato che tenevano separati gli appartenenti alle varie nazionalità e per i quali venivano applicati trattamenti diversi. Ai prigionieri delle diverse nazionalità era vietato avere rapporti, con l’eccezione di quelli del Commonwealth e degli statunitensi, per i quali era tollerata la commistione.(fonte)
Una mappa relativa agli Internati Militari Italiani catturati nei lager nazisti fra il 1943 e il 1945.(link)



