Viareggio, 3 Novembre 1943
Carissima Maria Antonietta,
dopo lunghissimo tempo ho ricevuto la tua cartolina da Venezia; puoi
immaginare la mia meraviglia nel saperti lassù (la mia meraviglia deve
essere trapelata anche dal viso perché nel leggere la tua cartolina, ero
tra i camerati, mi hanno domandato se finalmente dopo lungo tempo il mio
amico mi aveva scritto | naturalmente non volevano credere che non si
trattava di un amico)
Come stai? Anche qui a Viareggio lunedì i “Liberator”[1] hanno fatto
sentire la loro bravura per fortuna non hanno fatto molti danni, per il
momento siamo solo senza acqua ma speriamo che presto possano aggiustare
le tubature. Probabilmente non avrai ricevuto la mia precedente lettera
dove ti raccontavo la serata d’addio passata con i camerati dell’Afrikakorps
adesso non sto a ripeterlo tanto immaginerai da re come sia trascorsa.
Come stanno i Flieger di Venezia? A giugno cè n’era una grande quantità
Ti piace Venezia? Peccato che ora lassù faccia già freddo e che la nebbia
non ti permette di scorgere da lontano le azzurre divise!
Sei soddisfatta della famosa piazza? Sei andata a fare una fisitina a
Ca’ Doscari? Che ne dici dei professori? Sappi che io ho una antipatia
speciale per il professore Siciliano quello di Francese, mi era invece molto
Simpatico il professore Belli di tedesco che credo non ci sia più come
insegnante. Dell’alpino sai più nulla? E di Hermann? Io per ora da Karl
Heinz non ho ricevuto nulla ma sai benissimo che la posta dei prigionieri
ha una lentezza di lumaca.
Come va l’umore? Io per il momento sono indaffarata per soddisfare i
camerati che sono molti e poi a causa loro sono sempre o quasi di
buon umore.
Vuoi sapere una delle mie ultime…
Dunque spesso telefono ai camerati per sapere cosa devo fare o per
avere loro notizie e via dicendo; naturalmente mi interessano anche
quei camerati con i quali non ho fatto conoscenza perciò
sabato nel pomeriggio non ho resistito alla tentazione e ho fatto
un numero telefonico. Da qui è nata una comunicazione lunghissima
con domande di età di (si è rotto il nastrino) fisionomie di… amore
Insomma dopo tanti discorsi mi hanno detto che volevano conoscermi perché
gli piaceva la mia voce, al telefono s’intende; anch’io curiosa di vedere le
loro faccie fisso l’appuntamento per le 4 ½ davanti alla loro villa.
Naturalmente volevo vederli, – mi dimenticavo di dirti che volevo vederli perché la voce di
Hans mi aveva incantato- prima, e sì se era il caso fare la conoscenza
altrimenti far finta di niente e tirare avanti. Alle 4 ½ in punto io
mi trovo a parlare con una ragazza proprio davanti alla villa dove vicino
alla sentinella c’erano i nostri amici. Non so perché, forse per associazione
di idee, hanno capito che ero io, tanto che ci vengono in contro sorridendo.
Io senza aprire bocca per timore che riconoscessero la voce, ho fatto una
faccia talmente triste che loro sono rimasti nel dubbio se ero o non ero
Ho approfittato di questo frangente per osservarli meglio e per tagliare la corda.
Devi sapere che io abito nella stessa strada- Adesso che li avevo visti
volevo però sapere chi era Alfredo e chi Hans. Però non volevo farmi
riconoscere per quella del telefono cioè (Luisa) e che loro chiamavano
Lisette – Fortuna vuole che dopo pochi passi s’incontri una signora
di nostra conoscenza cosicché questi sono rimasti fermi per seguire le nostre
manovre. Anch’io del resto li seguivo con la coda dell’occhio.
A un certo punto questi partono in quarta dirigendosi alla nostra volta
e fermano una signorina che innocentemente stava transitando
per quella strada, ed in tedesco le domandano se era lei Luisa Luiset-
ta -Grande meraviglia della signorina che non capisce nulla di
tedesco e grande imbarazzo loro che non sapevano come scusarsi pe
la brusca fermata – Puoi immaginare come io mi divertissi alle
loro spalle. Insomma per non andare tanto per le lunghe, lasciate
quelle signore e quella ragazza mi chino per andare da una
signora che abitava poco distante, ero quasi giunta alla meta
quando sento avvicinarsi velocemente degli scarponi, mi sono sentita
gelare e pregavo il Padreterno di non farmi ridere – Giungo alla
porta e sento dirmi, buona sera Luisa … Luisetta … Con faccia
da perfettissima cretina gli dico, scusate ma non capisco quello
che volete dire … Luisa … Luisetta … io non mi chiamo Luisa …
Vi sbagliate, io non sono Luisa; e quelli; sua come al telefono …
volevo però sapere chi era Alfredo e chi Hans. Però non volevo farmi
riconoscere per quella del telefono cioè (Luisa) e che loro chiamavano
Lisetta – Fortuna vuole che dopo pochi passi s’incontro una signora
ed io … sentite ragazzi io divento scema … Luisa … Luisetta … il telefono …
nel frattempo suono. Saluto promettendogli che sarei uscita con loro
quando fossi stata libera – Nel frattempo la figlia della
signora viene ad aprirmi ed io ammiccandogli gli dico:
Ciao, Luisa, come stai? Poi chiudo sorridendo la porta, in
faccia e quelli che meravigliati dicevano fra loro. Luisa ????
Adesso smetto di narrarti sciocche avventure e ti prego di
scusarmi se troppo ti ho annoiata – Scrivimi presto e a
lungo – Tanti saluto alla tua mamma –
Affettuosissimi bacioni Gabry
la tua lettera non era ancora stata spedita…….
Scusami. Scrivimi presto e a lungo- Bacioni
Gabry
Viareggio 18 novembre 1943
Carissima Maria Antonietta
Vor allen scusa il ritardo – sono così triste che non ho
voglia di fare nulla – Anche io desidererei venire
lì dove sei te e tu capisci bene il perché, io andrei
addirittura in Germania perché il mezzo non mi manca,
per la Germania farci anche la spazzina piuttosto che
fare un qualsiasi servizio a quegli odiosi e odiati ne=
mici- Quantunque abbia la convinzione che gli inglesi
non riusciranno ad avanzare molto, tuttavia sarei
molto più contenta di essere nei tuoi paraggi, anche
perché qui a Viareggio si incomincia a star male perché
le bombe non si sono dimenticate di noi –
Scrivimi presto Antonietta e dammi qualche consiglio –
Saluta la tua mamma da parte mia – Ricevi
un affettuosissimo abbraccio
Gabry
Heil!
Via A. Fratti n° 226 – Viareggio –
Signorina
Basile Maria Antonietta[2]
Villa Caron Onè di Fonte
(Prov. Treviso) Venezia
Timbri
GROSSETO PART
…
Abs: Arcangeli G Via A. Fratti n° 226 – Viareggio[3] –
Timbri
18.XI.43
27.ii.43
Note
[1] Il Consolidated B-24 Liberator era un bombardiere pesante quadrimotore ad ala medio-alta (adottò un tipo di ala conosciuto come ala Davis, stretta ed allungata, che divenne una sua caratteristica distintiva insieme alla doppia deriva di forma ovale).
Il B-24 venne inizialmente sviluppato e prodotto dall’azienda statunitense Consolidated Aircraft Corporation nella prima parte degli anni quaranta, e durante la guerra, fu costruito su licenza anche da altre aziende come Douglas, Ford e North American.
Il Liberator è stato uno dei bombardieri statunitensi più importanti. Terminò la guerra come l’aereo da guerra statunitense costruito nel maggior numero di esemplari nella storia: più di 18 000 esemplari.
Era, assieme al B-17 Flying Fortress, il bombardiere di punta dell’United States Army Air Force. Leggermente più capiente e veloce del B-17, il Liberator, però aveva una quota operativa più bassa e questo faceva sì che venisse colpito e abbattuto più di frequente, sia dall’antiaerea che dai caccia, nonostante il suo armamento difensivo, costituito da dieci mitragliatrici Browning M2 da 12,7 mm, lo rendesse una vera e propria fortezza volante.
I suoi comandi, tuttavia, erano pesanti da manovrare ed era impegnativo tenere il quadrimotore in formazione serrata. Inoltre, l’alta ala del tipo Davis risentiva pericolosamente degli atterraggi pesanti e degli ammaraggi, in quanto la fusoliera tendeva a spezzarsi.
La missione più nota dei Liberator fu quella contro i pozzi petroliferi di Ploiești, in Romania, del 1º agosto 1943, che si risolse in un disastro a causa della sequenza sbagliata delle ondate di attacco(Operazione Tidal Wave).(fonte)
[2] Maria Antonietta Basile, moglie di Luigi Marziani (Senigallia, 26 agosto 1900 – Roma 16 agosto 1977) Odontoiatra. Esperto in Chirurgia orale, di fama internazionale per aver sperimentato il primo impianto sottoperiosteo a griglia di Tantalio.(fonte)
Nella S∴G∴L∴N∴I∴ degli Antichi Liberi Accettati Massoni di Piazza del Gesù, sedente in Roma,
Maria Antonietta Basile ricopriva il ruolo di Gr∴ Seg∴ Add∴ Relaz∴ Estere,
M. Antonietta Marziani Basile 33∴
Nel documento della CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA. IX LEGISLATURA, Doc. XXIII n. 2-quater/6/IV
COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULLA LOGGIA MASSONICA P2
ALLEGATI ALLA RELAZIONE, SERIE Il: DOCUMENTAZIONE RACCOLTA DALLA COMMISSIONE, VOLUME VI, Loggia P2 e Massoneria. TOMO IV. ROMA 1987
– È presente alla pag. 192
GRAN SEGR.·. ADD:. RELAZ:. ESTERE M. Antonietta MARZIANI BASILE 33:.
– A pag 178
Nella Tornata Ordinaria della Giunta Esecutiva dell’Ordine dell’8° giorno del III mese dell’A. L. 5973
Prot. n. 0/2481 – G/m
Nell’Ordine del giorno
al punto 6) Relazioni. Internazionali: Relatrice l’Elett.ma e Pot.ma Sor. Maria Antonietta MARZIANI BASILE, Gran Segretario alle Relazioni Estere ;
– A pag. 542
per: TRAITE DE “L’UNION MACONNI DE MEDITERRANEENNE”
A la suite des élections qui se sont déroulées conformément aux Règlements de l’U:.M:.M:., le.Oomité Exécutif sera composé comme suit pendant lescinq premièree annéee:
GRAN SEGR.·. ADD:. RELAZ:. ESTERE M. Antonietta MARZIANI BASILE 33:.(fonte)
[3] Lo sfollamento di Viareggio avvenne durante la Seconda guerra mondiale in conseguenza dei pesanti bombardamenti subiti da parte delle forze Alleate, che distrussero gran parte della città e che costrinsero appunto i cittadini a cercare rifugio altrove.
Il pericolo
Come in quasi tutte le regioni d’Italia occupate dai Tedeschi dopo l’8 settembre 1943, anche a Viareggio si avvertiva il pericolo: già il 4 luglio 1943 un bimotore da ricognizione tedesco sganciò, forse per uno sbaglio di manovra, una bomba che esplose in mare a pochi metri dal molo di Viareggio e il 17 ottobre 1943, durante delle esercitazioni di tiro effettuate dalle truppe tedesche in mare aperto, furono uccisi 4 viareggini perché un proiettile cadde accidentalmente sull’arenile in prossimità di Piazza Mazzini, luogo di incontro molto frequentato. Nel settembre 1943, e nei mesi a seguire, furono realizzati, in vari punti della città, metri e metri lineari di trincee paraschegge per permettere alla popolazione, in caso di incursione aerea, di trovare un adatto rifugio.
Sfollamento
Il 28 ottobre 1943 fu emanato l’ordine dal comando tedesco di sgombero totale della zona a mare fra il molo e la Fossa dell’Abate, al confine con Lido di Camaiore, entro il 10 novembre.
Il primo bombardamento si verificò il 1 novembre 1943 alle ore 19,30. L’obiettivo principale del raid aereo era la linea ferroviaria, che però in questo primo bombardamento non fu colpita.
Viareggio fu così inserita nell’elenco delle città che attuarono lo sfollamento della popolazione civile.
Il 14 novembre 1943, la città fu dichiarata “zona di operazioni militari” dal comando tedesco. Nella stessa notte si verificò un bombardamento nei pressi della stazione ferroviaria che non recò danni a persone e abitazioni.
Il 17 aprile 1944 fu emanato l’ordine di evacuazione della città dal comando tedesco per tutti coloro che si trovavano tra il mare e la via Giacomo Puccini, così che i militari tedeschi potessero muoversi liberamente sul territorio senza prestare attenzioni ai civili e per facilitare i lavori di fortificazione della costa, in vista dell’arrivo degli Alleati. L’evacuazione interessò circa 9000 persone.
Il territorio di Viareggio interessato dal provvedimento di evacuazione fu diviso in tredici “zone”, stabilendo per gli abitanti di ciascuna “zona” una sistemazione in altri comuni della provincia di Lucca (Castelnuovo Garfagnana, Altopascio, Fornaci di Barga, Bagni di Lucca, Porcari, Borgo a Mozzano, Barga, Piaggione, Villette San Romano). Rimasero nella città tutti gli abitanti delle zone a monte della via Puccini e di una “zona bianca”, delimitata dalle vie N. Sauro, A.Fratti, Aurelia e Fossa dell’Abate, le autorità civili e militari, gli stabilimenti di interesse nazionale e tutti i servizi strettamente indispensabili.
A partire dal 12 maggio 1944 le incursioni aeree si fecero sempre più frequenti e sempre più pesanti con una cadenza quasi giornaliera; obiettivi principali dei bombardamenti erano: la stazione ferroviaria; il cavalcavia; il porto e le fabbriche. Viareggio subì oltre 65 azioni, tra bombardamenti e cannoneggiamenti solo fino al 29 luglio, data in cui cessano le annotazioni cronologiche dei bombardamenti, anche se questi continuarono.
Liberazione e danni
L’11 settembre 1944 le truppe alleate raggiunsero la periferia della città e il 16 settembre 1944 venne interamente occupata e liberata dagli Alleati. Dal 4 ottobre fu autorizzato il rientro della popolazione civile anche se l’allerta restava alta. I bombardamenti su Viareggio proseguirono infatti fino al 7 febbraio 1945.
Viareggio fu riconosciuta “città sinistrata”; aveva riportato i seguenti danni: 870 abitazioni distrutte, 699 abitazioni gravemente danneggiate e non riparabili, 1286 danneggiate, 137 fabbricati danneggiati, una riduzione degli operai di industrie viareggine che passarono da 2500 a 592 unità, 180 morti, 70 invalidi, 150 feriti, 220 vedove, 164 orfani e 250 deportati.(fonte)



