Vai al contenuto

Comitato Centrale pel Plebiscito, Roma, 1870

    Comitato Centrale pel Plebiscito, Roma li 4 Ottobre 1870
    Comitato Centrale pel Plebiscito, Roma li 4 Ottobre 1870

    S. P. Q. R.

    Comitato Centrale pel Plebiscito[1]

    Roma li 4 Ottobre 1870[2]

    Il comitato pel Plebiscito
    nell’atto che le esprime i sensi
    di sua soddisfazione per l’opera
    da lei prestata onde regolare
    l’andamento del Plebiscito
    del Distretto di Arsoli e Subiaco
    Le porge i più sentiti ringra=
    ziamenti per lo zelo e l’attività
    da lei spiegata in questa occa=
    sione e per lo splendido successo
    riportato nella votazione.

    Pel Comitato
    Aug. Avv. Rossi[3]

    Sig Dottor Angelucci

    timbro
    GIUNTA PROVVISORIA DI GOVERNO DELLA PROV. ROMA
    S.P.Q.R.


    Note

    [1]
    Le giunte di governo istituite nelle province romane nel settembre 1870, alla caduta del potere temporale, ebbero vita sino all’accettazione da parte del re d’Italia del voto per l’annessione. Furono veri e propri governi provvisori.(fonte)

    La Presa di Roma, nota anche come Breccia di Porta Pia, fu l’episodio del Risorgimento che sancì la conquista di Roma da parte del Regno d’Italia.

    Avvenuta il 20 settembre 1870, decretò la fine dello Stato Pontificio, annesso all’Italia in seguito ai plebisciti dell’ottobre seguente, e fu un momento di profonda rivoluzione nella gestione del potere temporale da parte dei papi. L’anno successivo la capitale d’Italia fu trasferita da Firenze a Roma (Legge 3 febbraio 1871, n. 33). L’anniversario del 20 settembre è stato festività nazionale fino al 1930, quando fu abolito a seguito della firma dei Patti Lateranensi.
    Il 23 settembre il generale Cadorna, che aveva ricevuto dal governo italiano l’incarico di «promuovere la formazione della Giunta della città di Roma», formò il governo provvisorio assegnandone la presidenza a Michelangelo Caetani, duca di Sermoneta. L’organismo, che aveva funzioni simili a quelle dell’attuale giunta comunale, prese il nome di «Giunta provvisoria di governo di Roma e sua provincia» e si insediò il giorno seguente in Campidoglio.

    Plebiscito di annessione del 2 ottobre 1870
    Il governo del Regno aveva “nei memorandum diramati all’estero”, “proclamato il diritto dei romani di scegliersi il governo che desideravano”]. Così come era stato fatto per le altre province italiane, anche a Roma fu quindi indetto un referendum per sancire l’avvenuta riunificazione della città con il Regno d’Italia.
    La formula inizialmente proposta vedeva all’inizio del quesito proposto la formula «Colla certezza che il governo italiano assicurerà l’indipendenza dell’autorità spirituale del Papa, …». Questa premessa fu poi giudicata inutile e la domanda posta fu:

    «Desideriamo essere uniti al Regno d’Italia, sotto la monarchia costituzionale del re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori.»

    Inizialmente il governo a Firenze aveva esclusa dalla votazione la Città Leonina, che si voleva lasciare sotto il controllo del Papa, ma le rimostranze di parte della popolazione e la mancanza di interesse da parte del governo pontificio spinsero le autorità locali a permettere anche agli abitanti di quel rione di partecipare alla consultazione, seppure con un seggio posto oltre ponte Sant’Angelo.

    Il governo provvisorio di Roma
    I componenti della Giunta, oltre al presidente Michelangelo Caetani, erano i seguenti:
    principe Francesco Pallavicini
    Emanuele Ruspoli, dei principi Ruspoli
    duca Francesco Sforza Cesarini
    principe Baldassarre Odescalchi
    Ignazio Boncompagni Ludovisi, dei principi di Piombino
    avvocato Biagio Placidi
    avvocato Vincenzo Tancredi
    avvocato Raffaele Marchetti
    Vincenzo Tittoni
    Pietro Deangelis
    Achille Mazzoleni
    Felice Ferri
    Augusto Castellani
    Alessandro Del Grande (fonte)

    [2] PROVINCIA DI ROMA

    N. 1.

    Capilolazione per la resa della Piazza di Roma.
    20 Settembre 1870

    COMANDO GENERALE DEL QUARTO CORPO D’ ESERCITO

    CAPITOLAZIONE
    PER LA RESA DELLA PIAZZA DI ROMA
    Stipulata fra Il Comandante Generale delle Truppe di S. M. il Re d’Italia edil Comandante Generale delle Truppe Pontificie.
    rispettivamente rappresentate dal sottoscritti.

    Villa Albani, 20 settembre 1810.

    I.

    La Città di Roma, tranne le parte che è limitata al Sud dai Bastioni S. Spirito e comprende il Monte Vaticano e Castel S. Angelo e costituisce la Città Leonina ; il suo armamento completo , bandiere, armi, magazzeni di polvere ; tutti gli oggetti di spettanza governativa saranno consegnati alle Truppe di S. M. il Re Italia.

    II.
    Tutta la guarnigione della Piazza escirà cogli onori della guerra, con bandiere, in armi e bagaglio. Resi gli onori militari, deporranno la bandiere, le armi, ad eccezione degli ufficiali i quali conserveranno la loro spada; cavalli e tutto ciò che loro appartiene. Esciranno prima le truppe straniere, e le altre in seguito secondo il loro ordine di battaglia colla sinistra in testa. L’uscita della guarnigione avrà luogo domattina alle 7.

    111.
    Tutte le truppe straniere saranno sciolte e subito rimpatriate per cura del Governo Italiano mandandole fino da domani, per ferrovia, al confine del loro paese. Si lascia in facoltà del Governo di prendere o no in considerazione i diritti di pensione che potrebbero avere regolarmente stipulati col. Governo Pontificio.

    IV.
    Le truppe indigene saranno costituite in deposito senz’ armi colle competenze che attualmente hanno, mentre è riserbato al Governo del Re di determinare sulla loro Posizione futura.

    V.
    Nella giornata di domani saranno inviate a Civitavecchia.

    VI.
    Sarà nominata da ambo le parti una commissione composta di un ufficiale d’ artiglieria, uno del genio ed un funzionario d’ intendenza per le consegna di cui all’articolo 1.

    Per la Piazza di Roma
    Il Capo di Stato Maggiore
    F. RIVALTA

    Per l’Esercito Italiano
    Il Capo dello Stato Maggiore
    F. D. PRIMERANO

    Il Luogotenente Generale
    Comandante il 4° Corpo d’Esercito
    F. CADORNA.

    [3] NOTIFlCAZIONE
    Il Comandante Gen. del IV Corpo d’armata, in forza dell’Alta Autorità conferitagli dal Governo del Re, anche all’effetto di promuovere la formazione della Giunta per la Città di Roma,

    DICHIARA

    che la detta Giunta rimane definitivamente costituita dai seguenti Cittadini, i quali entreranno immediatamente nell’ esercizio delle relative funzioni:

    MICHELE CAETANI DUCA DI SERMONETA PRESIDENTE
    PRINCIPE FRANCESCO PALLAVICINI
    DUCA FRANCESCO SFORZA CESARINI
    EMANUELE DEI PRINCIPI RUSPOLI
    PRINCIPE BALDASSARHE ODESCALCHI
    IGNAZIO BONCOMPAGNI DEI PRINC. DI PIOMBINO
    PROFESSORE CARLO MAGGIORANI
    AVV. BIAGIO PLACIDI
    AVV. RAFFAELE MARCHETTI
    AVV. VINCENZO TANCREDI
    VINCENZO TITTONI
    VINCENZO ROSSI
    PIETRO DE ANGELIS
    ACHILLE MAZZOLENI
    FELICE FERRI
    AUGUSTO CASTELLANI
    FILIPPO COSTA
    ALESSANDRO DEL GRANDE
    Roma, 22 settembre 1870.
    Il Luogotenente Generale
    Comandante il 4° Corpo d’Esercito
    F. CADORNA
    (G. R. 23 settembre 1810, N. 1)

    Da: ATTI DELLA GIUNTA DI GOVERNO DELLA PROVINCIA DI ROMA. pp 114-115 (fonte)