firma GIULIO DI GIROLAMO
a matita
E libris Napoli
Barcellona
Garroni
40 / 12 cm 4.5
| Attribuzione | Opera di Giulio Di Girolamo[1] |
| Data | dicembre 1940 |
| Stile | Didascalico enciclopedico |
| Stato | Buone condizioni |
| Materiale | China nera su carta da riso |
| Misure | disegno 9 x 11 cm – supporto 15 x 22 cm |
© Archivio Sacchini
firma GIULIO DI GIROLAMO
a matita
E libris Napoli
Kairouan = Porta di Tunisi –
Garroni
40 / 12 cm 4.5
| Attribuzione | Opera di Giulio Di Girolamo |
| Data | dicembre 1940 |
| Stile | Didascalico enciclopedico |
| Stato | Buone condizioni |
| Materiale | China nera su carta da riso |
| Misure | disegno 9 x 11 cm – supporto 15 x 22 cm |
© Archivio Sacchini
firma GIULIO DI GIROLAMO
a matita
3 copie
cm 6
Siracusa
Garroni
retro
15)
| Attribuzione | Opera di Giulio Di Girolamo |
| Data | dicembre 1940 |
| Stile | Didascalico enciclopedico |
| Stato | Buone condizioni |
| Materiale | China nera su carta da riso |
| Misure | disegno 9 x 11 cm – supporto 15 x 22 cm |
© Archivio Sacchini
firma GIULIO DI GIROLAMO
a matita
3 copie
4,5
Paestum – Tempio di Nettuno
retro
16)
| Attribuzione | Opera di Giulio Di Girolamo |
| Data | dicembre 1940 |
| Stile | Didascalico enciclopedico |
| Stato | Buone condizioni |
| Materiale | China nera su carta da riso |
| Misure | disegno 9 x 11 cm – supporto 15 x 22 cm |
© Archivio Sacchini
firma GIULIO DI GIROLAMO
a matita cm 9
| Attribuzione | Opera di Giulio Di Girolamo |
| Data | dicembre 1940 |
| Stile | Didascalico enciclopedico |
| Stato | Buone condizioni |
| Materiale | China nera su carta da riso |
| Misure | disegno 14,5 x 5,5 cm |
© Archivio Sacchini
Note
[1] Di Girolamo Giulio. Pittore. L’Aquila 22 agosto 1902 – Santiago (Cile), 5 giugno 1998.
Giulio Di Girolamo Antonuzzi, pittore. Nato a L’Aquila degli Abruzzi, Italia, il 22 agosto 1902. Morì a Santiago il 5 giugno 1998.
Artista autodidatta, fin da bambino dimostra le sue doti plastiche, a soli quindici anni viene assunto come pittore in diverse aziende grafiche di Roma, periodo al quale risalgono anche le sue prime opere ad olio. Parallelamente, ha studiato cultura classica, greca e latina.
Nel 1918 tiene la sua prima mostra di dipinti ad olio e l’anno successivo consegue il Baccalaureato al Liceo Classico di Roma. Nel 1922, durante il servizio militare, dipinge murales nelle sale congressi della Scuola Ufficiali di Caserma La Marmora di Torino. Negli anni venti ha svolto innumerevoli lavori come grafico e illustratore. Nel 1925 consegue il Baccalaureato d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma. Fu restauratore di dipinti di scuola italiana del XVII e XVIII secolo. Dipinse vari murales in conventi e chiese, disegnò costumi per l’opera e si occupò di decorare famosi ristoranti.
Per la Prima Mostra Triennale delle Terre Italiane d’Oltremare – Padiglione delle Conquiste dipinge: “Battaglia abissina” (Giulio di Girolamo; pittura murale. 1940).
L’ambiente del dopoguerra in Europa lo ha portato a cercare nuove prospettive sulla vita in America. Emigrò in Cile nel 1948 con la moglie Elvira Carlini e i loro tre figli, Paolo, Vittorio e Claudio. A Santiago ha aperto l’Academia di Girólamo dove ha insegnato pittura, disegno, storia dell’arte, prospettiva, anatomia artistica e scenografia. Tra le tante altre attività, è stato illustratore per la rivista Ercilla e grafico.
Un altro suo notevole incarico fu quello di direttore dell’Archivio iconografico e di ricercatore del materiale illustrativo dell’Enciclopedia Italiana.
Tornato in Italia nel 1972, è stato consulente artistico della Santa Sede e disegnatore di paramenti liturgici per il cardinale Baggio e altri prelati vaticani. Si dedicò anche al restauro di opere d’arte e pittura. Torna definitivamente in Cile nel 1991, luogo dove aveva già fondato una famiglia di artisti di fama.
Il governo cileno gli ha concesso la nazionalità per grazia nel marzo 1997, un anno prima della sua morte.(fonte)
ANALISI DELL’OPERA
Barcellona: Il monumento a Cristoforo Colombo sulla Rambla, con la sua imponente colonna che culmina nella statua dell’esploratore. La palma a destra bilancia la composizione verticale, tipica dell’architettura commemorativa ottocentesca della città.
Tunisi – Porta di Kairouan: Rappresenta una delle porte fortificate della città santa di Kairouan, importante centro religioso islamico. L’artista cattura l’architettura militare-religiosa con le sue cupole e il possente arco d’ingresso. Le figure su cammelli non sono solo elementi decorativi ma sottolineano il carattere nordafricano e il ruolo della porta come punto di passaggio carovaniero.
Siracusa – Teatro Greco: Una veduta del teatro greco, uno dei più grandi del mondo antico. Di Girolamo sceglie una prospettiva dall’alto che mostra la cavea semicircolare scavata nella roccia, con i suoi gradoni concentrici perfettamente visibili. Sullo sfondo si intravede il paesaggio circostante con costruzioni e l’acquedotto. Il tratteggio enfatizza la struttura stratificata della pietra.
Paestum – Tempio di Nettuno: Raffigura uno dei templi greci meglio conservati al mondo (in realtà dedicato a Hera, ma tradizionalmente chiamato di Nettuno). La prospettiva laterale permette di apprezzare il colonnato dorico con le sue proporzioni monumentali. Il capitello decorato in primo piano a destra aggiunge dettaglio archeologico alla composizione.
Carro con buoi: Una scena di vita rurale mediterranea che contrasta con la monumentalità degli altri soggetti, mostrando la continuità delle tradizioni agricole nell’area.
Questi disegni costituiscono un prezioso documento del Grand Tour mediterraneo, con particolare attenzione ai siti archeologici greco-romani e all’architettura islamica del Nord Africa.
Valore documentario
Questi disegni hanno un chiaro intento documentario, catturando l’architettura e i paesaggi del Mediterraneo con precisione topografica ma anche sensibilità artistica. La firma “GIVLIO DI GIROLAMO” appare costantemente, testimoniando un corpus organico di lavori. Le annotazioni a matita sui margini suggeriscono che questi fossero parte di un portfolio o di studi preparatori per pubblicazioni.



