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Battaglione Secondo della Guardia Civica, Roma 1848

    Battaglione Secondo della Guardia Civica, Roma 11 Novembre 1848
    Battaglione Secondo della Guardia Civica, Roma 11 Novembre 1848
    « di 2 »

    BATTAGLIONE SECONDO
    DELLA
    GUARDIA CIVICA
    Roma li 11 Novembre 1848[1]

    Num. 316/2
    Oggetto

    Con Ordine del giorno dell’
    Eccmo Comando Gen e le di ieri
    si previene la S. V. che gli
    corre l’oblig di trovarsi lune-
    dì 13 cor te alle Ore 10 Antime a
    precise entro il Forte S. Angelo
    incominciando per lei l’istruzione.
    Il Tenete Colonnello
    Ales.ro Torlonia[2]

    Sigr  Marescial d’alloggio
    Angelucci Filippo

    retro

    S.Mo

    Sig. Angelucci Filippo

    timbro COMANDO CIVICO BATTAGLIONE SECONDO

    a matita lavatori H:30


    Note

    [1] La crisi politica del Papato
    Il 15 novembre, giorno di riapertura del Parlamento romano, Pellegrino Rossi venne accoltellato a morte, coperto dalla folla, probabilmente da un figlio del capopopolo democratico Ciceruacchio. Il giorno successivo 16 novembre, lo stesso Ciceruacchio, insieme con Carlo Luciano Buonaparte, principe di Canino, nonché alle truppe dei Carabinieri e alla Guardia Civica si riunirono a Piazza del Popolo e marciarono insieme per le strade di Roma passando per il Parlamento e salendo fino sotto il Palazzo del Quirinale dove una folla tumultuosa manifestò per chiedere “un ministro democratico, la costituente italiana e la guerra all’Austria”. La folla portò anche un cannone prelevato dal Quartiere della Guardia Civica di Piazza della Pilotta, che puntò contro il palazzo, ma senza utilizzarlo: si venne però allo scontro a fuoco con la Guardia Svizzera Pontificia che accerchiata aveva sparato per prima a scopo intimidatorio, al termine del quale restò ucciso un prelato (mons. Palma) addetto ai Sacri Palazzi.

    Pio IX convocò il corpo diplomatico e affermò: “Accettare le condizioni [della folla] sarebbe per me abdicare ed io non ne ho il diritto”; dichiarò davanti al corpo diplomatico che agiva sotto costrizione e che considerava nulle tutte le concessioni che avrebbe fatto. Dopodiché incaricò il democratico Giuseppe Galletti di formare un nuovo governo che fu di fatto proclamato il giorno 20 con Carlo Emanuele Muzzarelli (un alto prelato sensibile alle istanze liberali) come Capo del governo (costituito da sei ministri).(fonte)

    [2] Alessandro Torlonia
    Maggio 1848. Lunedì 22. — Oggi il Papa è uscito a passeggiare, il che non aveva fatto da un gran pezzo, e solo oggi a otto andò ad un Triduo a S. Maria Maggiore. Ieri sera si è festeggiato al quartiere civico, posto nel palazzo del principe Colonna, l’istallazione del principe D. Alessandro Torlonia al comando di quel battaglione ritenuto sino alla morte da D. Carlo Torlonia, e rinunciato dal successore Comm. de Rossi. Il nuovo comandante, con superiore permesso, è stato eletto dal medesimo battaglione.
    Da: “Agostino Chigi Albani della Rovere – Diario del principe Agostino Chigi Albani”. Anno 1848 (fonte)

    Principe Alessandro Raffaele Torlonia (Roma, 1º gennaio 1800 – Roma, 7 febbraio 1886) è stato un banchiere italiano, uno dei tre figli maschi di Giovanni Torlonia (1754-1829), capostipite della famiglia, e di Anna Maria Schultheiss (1760-1840) già vedova Chiaveri.
    Viene ricordato nella storia per aver trascorso gran parte della sua vita in Abruzzo ad Avezzano, dove bonificò il territorio della Marsica, prosciugando il lago Fucino.
    Fu duca di Ceri, marchese di Romavecchia e principe di Civitella Cesi. È famoso per aver fatto prosciugare il lago Fucino, tra il 1853 e il 1876. Per questo nel 1875 fu nominato principe del Fucino.
    Il 16 luglio 1840 Alessandro Torlonia sposò a Roma Teresa Colonna (1823-1875), figlia di Aspreno I Colonna (1787-1847) dei principi di Paliano e di Maria Giovanna Cattaneo della Volta (1790-1876).
    Dal matrimonio nacquero due figlie: Anna Maria (1855-1901) e Giovanna Giacinta Carolina (1856-1875).
    La maggiore sposò nel 1872 Giulio Borghese, che in virtù di questo matrimonio divenne il secondo principe del Fucino e nel 1873 assunse il cognome Torlonia].
    Nello stesso anno, in cui morirono la moglie Teresa (17 marzo 1875) e la secondogenita Giovanna (22 novembre 1875), rinunciò a tutti i suoi titoli in favore della figlia maggiore Anna Maria andata sposa nel 1872 a Giulio Borghese (1847 – 1914) fratello minore di Livio, principe di Sulmona. Da questo matrimonio nacquero Giovanni, Carlo, Teresa e Maria.(fonte)