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Slovenské vzdušné zbrane. Avia B-534. 1939 c.a

    Avia-B-534. 1939 c.a
    « di 2 »

    погашено[1]

    погашено. снято с учёта(?)

    ЙH. N° 7187

    Dimensioni: cm. 12,20 x cm. 8,30.

    Foto originale d’epoca proveniente da archivi sovietici di cui reca i timbri sul retro.


    Note

    [1]CANCELLATO

    Il modello nella foto raffigura l’Avia B-534 che fu ampiamente utilizzato dall’aviazione slovacca e dalla Luftwaffe in vari ruoli, tra cui addestramento, ricognizione, collegamento e lotta anti-partigiana. Questo esemplare presenta insegne di transizione, introdotte dopo lo smembramento della Cecoslovacchia e la costituzione di uno stato slovacco indipendente, alleato della Germania. Lo si può dedurre dalla presenza della coccarda slovacca sulla coda e della “Balkenkreuz” tedesca sulla fusoliera. Mancano i codici identificativi di squadriglia e la banda gialla utilizzata come contrassegno per tutti gli apparecchi dell’Asse impiegati sul Fronte Orientale, suggerendo che la foto sia stata scattata tra il 1939 e il 1940 e che l’aereo fosse all’epoca assegnato a una scuola di addestramento. È possibile che le doppie insegne fossero dipinte anche sul dorso superiore e inferiore delle semiali, ma la foto non permette di verificarlo.(consulenza su MILES Forum)

    L’Avia B-534 era un caccia monomotore biplano prodotto dall’azienda cecoslovacca Avia negli anni trenta ed impiegato essenzialmente in Cecoslovacchia nel periodo immediatamente antecedente allo scoppio della seconda guerra mondiale e in Bulgaria durante la guerra.
    All’inizio degli anni trenta l’azienda aeronautica Avia decise di sviluppare un nuovo velivolo da caccia, con cui sostituire il precedente Avia BH-33, affidando, per la prima volta, il progetto all’ingegnere František Novotný. Il risultato fu il B-34, un modello dall’impostazione tradizionale di costruzione metallica e che adottava una configurazione alare biplana, in controtendenza a quanto sperimentato in quegli anni da poche (ma in seguito molto influenti) aziende mondiali orientate alle prestazioni ottenibili dai monoplani. Con la configurazione biplana Novotný privilegiava le doti di manovrabilità e di velocità di salita non ancora ottenibili con i monoplani, coerentemente a quanto veniva fatto in molte nazioni (tra cui l’Italia) in quegli anni. Durante la produzione questo velivolo passò dall’abitacolo aperto all’abitacolo chiuso, uno dei primi caccia prodotti in serie di questo tipo. Il prototipo, che venne portato in volo nei primi mesi del 1932, servì da base a numerose migliorie e ad ulteriori sviluppi basati sull’adozione di diverse motorizzazioni. Il secondo prototipo venne equipaggiato in un secondo momento con un motore a V di produzione cecoslovacca e proposto al personale militare con la designazione B-234. La definitiva adozione del motore Hispano-Suiza 12Y diede origine al prototipo del B-534, la variante di maggior successo e quella avviata alla definitiva produzione in serie.

    l B-534 venne portato in volo per la prima volta il 25 maggio 1933, nelle mani del collaudatore Vaclav Koci, dando subito prova di ottime prestazioni. Dopo il primo lavoro di rifinitura e la presentazione alle autorità militari venne emesso, a metà del 1934, un primo ordine di fornitura per la Češkoslovenske Vojenske Letectvo (ČVL), l’aeronautica militare cecoslovacca. A quel tempo, lo sviluppo del B-534 risultava in anticipo sui suoi contemporanei. I reparti da caccia del Regno Unito erano ancora basati sull’Hawker Fury, mentre il Gloster Gladiator era ancora in fase di sviluppo finale. L’Unione Sovietica si affidava all’impiego degli aeromobili dell’OKB Polikarpov. Gli Stati Uniti d’America stavano ancora utilizzando i discendenti della serie Curtiss Hawk, con i prototipi del Seversky P-35 e del Curtiss P-36 in procinto di volare. Le prime consegne del B-534 ai reparti da caccia della ČVL iniziarono a fine 1935, con l’ordine di 445 esemplari evaso completamente nel 1938.
    Nel frattempo un B-534 venne presentato all’avioraduno di Zurigo del 1937, dove i caccia tedeschi Messerschmitt Bf 109B dominarono le prove di abilità grazie alle loro eccellenti prestazioni generali. Tuttavia, nella gara di velocità il B-534 risultò aver conquistato il secondo posto, non molto distante dal risultato ottenuto dal Bf 109.
    Dopo la prima versione, la B-534, che apparve nel 1932 contemporaneamente a un buon numero di nuovi modelli proposti da aziende europee e che venne costruita in pochi esemplari, passarono altri due anni prima che fosse avviato alla produzione il tipo successivo, il B-534 II. Fu questo il modello che adottò, per la prima volta, le mitragliatrici laterali. Rispetto alla prima versione integrò molti miglioramenti e sperimentò l’alloggiamento di un cannoncino automatico nel motore, sparante dal pignone dell’elica, calibro 20 mm. Ebbe tuttavia molti problemi di affidabilità e così non fu impiegato spesso, ma faceva della macchina uno dei primissimi caccia armati con cannoni della storia.

    Dopo 200 esemplari prodotti, nel 1935 apparve il B-534 III ulteriormente migliorato, e infine il B-534 IV che per la prima volta aveva l’abitacolo chiuso, con tettuccio scorrevole. Il tipo di fusoliera, con una struttura sensibilmente rialzata e molto sottile, ricordava in maniera eccezionale quella di caccia come l’Hawker Hurricane, ora che vi era il tettuccio per il pilota.

    A parte questo, il B-534 IV aveva anche i supporti per 6 bombe da 20 kg che lo rendevano un cacciabombardiere multiruolo a tutti gli effetti. In inverno, il carrello, che ora era carenato in maniera pesante per le due ruote di grande diametro, poteva essere sostituito con sci. Le macchine ebbero in seguito anche eliche bipala metalliche, con passo variabile. Infine, apparve il tipo Bk 534 con un cannoncini automatici Oerlikon FFS calibro 20 mm, che finalmente era ragionevolmente affidabile, con un caricatore da 20 colpi. Ne vennero in tutto consegnati almeno 272, e nel 1938, all’epoca dell’annessione da parte tedesca vi erano ben 450 esemplari in servizio, una delle forze aeree da caccia più potenti e moderne del mondo.

    Infine apparve l’Avia B-634, una versione ulteriormente migliorata, nel 1936. Esso venne ritenuto da molti il caccia biplano di più bell’aspetto e più pulito, ma non entrò in produzione rimanendo esemplare unico, mentre si decise di continuare a produrre il -534, continuando a migliorarlo (e con l’abitacolo chiuso). Nel frattempo, anche in Cecoslovacchia si faceva strada l’idea del caccia monoplano, per il quale il caccia B-534 sarebbe stato un eccellente base di partenza. Comunque il B-534 rimase in produzione per lungo tempo, quasi per un’intera generazione, l’ultima pre bellica, dei caccia europei, a titolo di paragone dagli esordi del FIAT Cr-32 alla fine della fase prototipica del FIAT Cr-42, entrambe macchine che superava per alcuni aspetti.

    Le prime versioni del B-534 entrarono in servizio nel 1935 nei reparti da caccia della Češkoslovenske Vojenske Letectvo (ČVL), l’aeronautica militare della Cecoslovacchia, rimanendo in prima linea fino al 1939 quando, per l’intervento della Germania nazista, avvenne la divisione dello stato. In quell’ambito la Germania assunse il controllo della parte occidentale, a maggioranza ceca, che da quel momento venne ridesignata Protettorato di Boemia e Moravia, separandola da quella orientale, a maggioranza slovacca, che diventò uno stato solo formalmente indipendente con la designazione di Repubblica Slovacca. Da quel momento la precedente forza aerea venne disciolta e circa 80 tra B-534 e Bk-534 entrarono a far parte della nuova forza armata, la Slovenské vzdušné zbrane.

    Il B-534 venne utilizzato in combattimento per la prima volta in quello stesso anno, durante la guerra slovacco-ungherese, quando i reparti della Slovenské vzdušné zbrane si scontrarono con quelli del Regno di Ungheria per la ridefinizione del confine tra i due Stati. In seguito, nel settembre 1939, due squadriglie parteciparono a fianco della Luftwaffe nel ruolo di caccia di scorta agli Junkers Ju 52/3m da trasporto durante la Campagna di Polonia. Gli stessi squadroni vennero nuovamente utilizzati, a supporto della Luftwaffe, sul fronte orientale, in Ucraina durante l’estate 1941 e successivamente, nel 1942, in operazioni di controguerriglia contro le locali organizzazioni partigiane. Successivamente l’inferiorità nelle prestazioni rispetto ai nuovi modelli introdotti durante il conflitto, la mancanza di parti di ricambio e la scarsa disponibilità della miscela combustibile della vecchia forza aerea cecoslovacca (il BiBoLi o, in alternativa, qualche altra miscela di alcool, benzolo e benzina), infine relegò gli esemplari sopravvissuti a compiti di seconda linea, destinati principalmente alla formazione dei nuovi piloti da caccia nelle scuole di volo ma anche come aereo da traino alianti. Venne inoltre valutato, opportunamente adattato, come aereo imbarcato sulla portaerei Graf Zeppelin.

    Durante la guerra contro l’Ungheria i risultati ottenuti, contro i coevi FIAT Cr-32, pure biplani, furono piuttosto scadenti, questo in parte fu dovuto alla carenza di piloti esperti nelle file slovacche (il grosso dei piloti della disciolta aviazione cecoslovacca disconosceva gli stati fantoccio, scegliendo spesso l’esilio, combattendo sotto altre bandiere la germania nazista).

    Gli esemplari ancora in condizioni di volo vennero rimessi in prima linea durante l’Insurrezione nazionale slovacca del settembre-ottobre 1944. Diversamente da quanto previsto dagli insorti, le autorità militari rifiutarono di schierarsi con i rivoltosi e questi furono costretti ad utilizzare un eterogenea ed improvvisata serie di velivoli diversi, tra i quali alcuni B-534, che operarono dall’allora designato aeroporto Tri Duby di Sliač. Il 2 settembre 1944, il sergente maggiore František Cyprich, subito dopo aver provato un B-534 appena riparato, riuscì ad abbattere uno Junkers Ju 52/3m da trasporto dell’ungherese Magyar Királyi Honvéd Légierő diretto verso una base nella Polonia occupata. Questa risulta essere la prima vittoria in un combattimento aereo per gli insorti e una delle ultime di un biplano. Nonostante il successo, data l’estrema necessità di recuperare velivoli funzionanti, Cyprich venne rimproverato per non aver optato verso un atterraggio forzato con conseguente cattura dello Ju 52 piuttosto che il suo abbattimento. Gli ultimi due B-534 presenti a Tri Duby vennero dati alle fiamme in occasione dell’evacuazione della base il 25 ottobre 1944.(fonte)