ROMA – Monumento a Garibaldi sul Gianicolo
2227
Via Sicilia 141
ALTEROCCA
TERNI
Sig.
Vittorio Carpaneto
Salita dei Molini 7
Genova
Auguri a tutti
Da tutti
M Carpaneto
Cartolina postale
Carte Postale – Postkarte – Post Card
timbro ROMA FERROVIA
26 . 2 . 07
11 M
francobollo
POSTE ITALIANE
5 CENTESIMI
Data: 1907
Autore: Alterocca – Terni [1]
Soggetto: Roma. Monumento a Garibaldi sul Gianicolo[2]
B/N Colore: colore virato grigio azzurro
Dimensioni: 14 x 9 cm (supporto primario)
Materiale: cartoncino
Tecnica: cromolitografia
© Archivio Sacchini
Note
[1] Virgilio Alterocca (Terni, 1º dicembre 1853 – Arrone, 10 agosto 1910) è stato un imprenditore italiano. È stato uno dei pionieri della cartolina illustrata in Italia e suo principale promotore.
Biografia
«Rigorosamente confido al vostro onore, che mi risparmierete la praticazione di ogni specie di onoranze, dimostrazioni e pompe. Se qualcuno volesse comunque onorare la mia memoria, faccia in qualunque tempo una qualunque offerta a quella scuola professionale cui avevo votato il resto della mia vita.»
(Virgilio Alterocca)
Le sue fortune sono strettamente collegate al successo di questa produzione avviata nel 1897 presso lo stabilimento tipografico Alterocca (quest’ultimo avviato nel 1877). Nella sua vita ha tuttavia ricoperto molteplici attività, tra cui quella di insegnante, editore, politico nelle file del locale Partito Socialista, nonché benefattore. Al suo nome è infatti collegata la nascita della Scuola Professionale di Terni istituita dietro ad un suo preciso slancio nell’anno 1909, con il contributo del Comune e delle più importanti industrie cittadine. Dal 1886 al 1892 fu inoltre proprietario dell’Arena Gazzoli, oggi conosciuta a Terni come cinema Politeama. Sempre grazie alla sua lungimiranza si deve l’impianto del servizio telefonico in Umbria da lui avviato nel 1887. La passione per la tipografia venne ereditata dal padre Ferdinando, già proprietario di una piccola cartoleria. Fu alla guida del quotidiano L’Annunziatore Umbro Sabino nel periodo 1883-1888. Da segnalare come la prima cartolina fu dedicata alla Cascata delle Marmore. Molte le onorificenze che gli vennero tributate alle esposizioni nei quali espose il proprio campionario. Tra queste, 1893 Berlino, 1894 Milano, 1895 Roma, 1899 Perugia, 1900 Bologna, 1900 Genova, 1900 Gorizia, 1900 Parigi, 1901 Lodi, 1902 Piacenza, 1904 Saint-Louis, 1906 Milano. Il suo gusto estetico si espresse inoltre anche nell’edilizia, allorquando fece commissionare al giovanissimo architetto Cesare Bazzani il nuovo stabilimento in stile liberty lungo la principale strada cittadina. In politica, ricoprì il ruolo di assessore alla pubblica istruzione al comune di Terni, nel periodo compreso tra il 1902 e il 1903. Nel 1908 fu insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro dal ministro Francesco Cocco-Ortu.
La sua vita venne a conclusione il 10 agosto 1910 nel paesino di Arrone, vicino alla sua città natale, Terni, stroncata da un tumore allo stomaco. La morte venne annunciata dall’Unione Liberale, avvertita dalla moglie di Alterocca, Ezelina, e dai figli Renato e Silvia.(fonte)
[2] Il monumento a Giuseppe Garibaldi è un’imponente statua equestre situata a Roma, sulla sommità del Gianicolo.
Venne realizzato da Emilio Gallori e fu inaugurato il 20 settembre 1895, in occasione del venticinquesimo anniversario della presa di Roma.
Storia
Il monumento è costituito da una statua equestre in bronzo che raffigura l’”eroe dei due mondi”, posta su un grande piedistallo di marmo. II piedistallo presenta quattro bassorilievi, rievocanti rispettivamente lo sbarco a Marsala, la resistenza di Boiada, la difesa di Roma del 1849 e il gruppo della libertà. Il piedistallo è affiancato da quattro gruppi bronzei: sui lati lunghi, le figure allegoriche dell’Europa (con la Storia ed il Genio) e dell’America (con l’Industria e il Commercio); sui lati brevi, i bersaglieri di Luciano Manara alla difesa di Roma (1849) e i combattenti di Calatafimi (1860).
La statua di Garibaldi fu fusa da Alessandro Nelli di Roma, mentre i quattro gruppi in bronzo nella fonderia Galli di Firenze.
Sui gradini a destra del basamento, in occasione del centenario della nascita di Garibaldi (4 luglio 1907), la massoneria italiana guidata dal politico e scultore Ettore Ferrari fece porre una corona con il motto garibaldino “O Roma o morte” (Garibaldi fu infatti importante esponente della massoneria, come d’altronde l’artefice del monumento Gallori). Durante il fascismo la corona fu sostituita con simboli del regime, e solo nel 1943 fu riposizionata (anche se in copia e non in originale).
Il monumento è stato restaurato dal Comune di Roma nel 1990.
Colpito da un fulmine nella notte del 7 settembre 2018, che ha danneggiato il piedistallo in marmo, il monumento è stato sottoposto nuovamente a un intervento di restauro, che lo ha protetto con l’installazione di un parafulmine basato sul principio della gabbia di Faraday, avviato nel 2022 e concluso nel 2023.(fonte)



