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Luigi Gargiulo. 1918

    Luigi Gargiulo. 1918
    « di 2 »

    Zona di guerra 11-9-18.
    Signor Marziani
    Qui si canta si suona si danza
    E tutti in un suol pensiero i
    miei compagni di trincea che la
    Vittoria è nostra.
    Riceve distinti saluti
    devotissimo
    Luigi Gargiulo

    Mi saluterete al Signor
    Brioni

    R. ESERCITO ITALIANO
    Corrispondenza in franchigia

    Al distinto Cap Medico
    Marziani
    Ospedale Autole=
    sionisti[2]

    (Prov. Di Ancona)

    Timbro “Cittadini e soldati
    siate un esercito solo”
    V. Emanuele III

    RIPRODUZIONE
    E VENDITA
    PUNITE
    ART 268 E 270 C.P.

    POSTA MILITARE
    12.9.18
    VERIFICATO
    PER CENSURA

    Indirizzo del mittente da riprodurre nelle risposte
    Cognome e nome Luigi Gargiulo
    Grado Reggimento e Arma 11° Bersaglieri [3]
    Compagnia Squadrone Batteria Riparti speciali Zona di guerra

    CARTIERA RASARIO -VALDUGGIA

    personalità.


    Note

    [1] Ospedale militare del Corpo di Armata Territoriale di Ancona.
    Dalla voce Mutilazione volontaria. Si comprende in queste parole l’autolesionismo in genere, e cioè sia i reati di cui parla l’art. 174 del codice penale per l’esercito del 1869, sia quelli di cui al decr. luog. 19 ottobre 1916, n. 1417 per la repressione della simulazione di malattie e mutilazioni volontarie, sia quello contemplato nell’art. 642 del cod. pen. comune posto sotto il titolo di “mutilazione fraudolenta della propria persona”.

    L’art. 174 del codice penale per l’esercito punisce con la reclusione ordinaria da 3 a 5 anni il sottufficiale, caporale o soldato che mediante mutilazione volontaria maliziosa indisposizione, siasi procurata l’incapacità di proseguire nel servizio militare. Se il fatto sia commesso in tempo di guerra, la pena della reclusione è non minore di anni 5 ed è estensibile al minimo dei lavori forzati. Quantunque la dizione di questo articolo sia alquanto antiquata e imprecisa, pure da essa si rileva che il codice penale per l’esercito punisce qualunque specie di autolesionismo diretto a sottrarsi al servizio militare.
    Tale concetto fu meglio espresso dall’art. 1 del citato decr. luog. 19 ottobre 1916, il quale diceva: “Durante la presente guerra chiunque, a fine di sopprimere o menomare la propria idoneità al servizio militare, si mutila ovvero si procura un’imperfezione o un’infermità di qualunque grado o natura, è punito con la reclusione militare da tre a cinque anni, se la inabilità sia temporanea, o con la reclusione ordinaria da dieci a quindici anni, se la inabilità sia permanente. La pena è della reclusione militare da uno a tre anni, se la infermità sia soltanto simulata.

    Però, avendo avuto il detto decreto vigore solo durante la guerra mondiale, non resta ora, a regolar la materia, che il citato articolo 174 del cod. pen. per l’esercito, che deve interpretarsi nel senso lato anzidetto. Esso, secondo la giurisprudenza del tribunale supremo di guerra e marina, si applica sia al militare in servizio attivo sia a quello in congedo illimitato e si applica pure al militare che, allo scopo di sottrarsi al servizio, renda più grave un’infermità di cui era affetto, ma che non lo rendeva inabile. Il delitto è punibile anche se resta allo stato di tentativo Il sospetto di simulazione o di provocazione di lesioni e malattie deve essere inviato in osservazione all’ospedale militare. Il direttore di questo, se riconosce l’esistenza del fatto, sottopone l’individuo a visita collegiale generale, trasmettendo poi la perizia medico-legale con tutti i documenti al Ministero della guerra per il tramite del comando del corpo di armata.(fonte)

    [2] Luigi Marziani (Senigallia, 26 agosto 1900  – Roma 16 agosto 1977) Odontoiatra. Esperto in Chirurgia orale, di fama internazionale per aver sperimentato il primo impianto sottoperiosteo a griglia di Tantalio.(fonte)
    Viene citato nel Giornale di Medicina Militare 1950 Autori vari, Casi patologie e casi clinici in ambito militare, Corpo di Sanità Militare(fonte)

    [3] 11° Bersaglieri. Dopo un nuovo periodo di riordinamento, il 13 settembre il battaglione è inviato a Tombolo e l’indomani a Edifizio. Il 19 è sul Grappa, quale riserva del II raggruppamento di assalto. L’8 ottobre ritorna ad Edifizio ed il 16 è trasferito ad Albaredo.
         Ivi trovasi all’inizio della battaglia finale, durante la quale l’XI ciclisti avrà modo di dare nuove prove del suo valore.
         Inviato il 27 ottobre a Venegazzù prosegue, nella stessa giornata, per Montebelluna. Il 28 è a Povegliano, il 29 a Spresiano. Passato il Piave al ponte della Priula nel pomeriggio del 29, raggiunge Susegana e di lì inizia l’inseguimento del nemico in ritirata puntando per Barriera, S. Maria di Feletto, Corbanese, Fratta a Revine Lago. In quest’ultima località il 30 incontra ostinata resistenza che riesce a vincere, proseguendo, il 31, per Vittorio Veneto.
         Il 1° novembre riprende la marcia e raggiunge Pian delle Osterie ed il 2 è a Longarone ove una nuova opposizione nemica lo obbliga a combattere fino al 3. Il 4 arriva a Selva di Cadore, ove ha ordine di arrestarsi per il sopraggiunto armistizio “Badoglio”. La sua condotta nel vittorioso inseguimento è sergnalata nel bollettino di guerra del Comando Supremo.(fonte)