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Flotta pontificia, 1897

    Marinai della flotta pontificia a Civitavecchia, 1897
    Marinai della flotta pontificia a Civitavecchia, 1897
    « di 2 »

    sul fronte

    Fotografia coppia stereoscopica[1]

    Timbro a secco “G.Vignadalferro/G.Uffiziale (?)”.

    sul retro

    Marinai della flotta
    pontificia[2]
    a Civitavecchia
    1897

    XIX

    a matita R 40

    Albumina formato coppia stereoscopica,
    dimensione dell’immagine 18,5×8,5 cm.

    © Archivio Sacchini


    Note

    [1] La stereoscopia (raramente detta anche stereofotografia o stereografia) è una tecnica di realizzazione e visione di immagini, disegni, fotografie e filmati, atta a trasmettere una illusione di tridimensionalità, analoga a quella generata dalla visione binoculare del sistema visivo umano.
    Inventata nel 1832 da sir Charles Wheatstone utilizzando coppie di disegni similari e successivamente la nascente fotografia, la stereoscopia ha trovato successivamente applicazione anche nel cinema e in svariati altri campi, dallo studio scientifico all’intrattenimento, tra cui l’esplorazione astronomica, la fotogrammetria, la televisione, l’informatica, i videogiochi, la telefonia mobile.
    Dall’iniziale utilizzo di procedimenti chimici e strumenti ottici e meccanici, in seguito all’ampia diffusione dell’informatica, sono state successivamente sviluppate tecnologie che consentono la ripresa e la visione di immagini tridimensionali attraverso l’utilizzo di dispositivi elettronici digitali stereoscopici e autosterescopici (fonte).

    [2] Si tratta di una ricostruzione d’epoca. Infatti dopo la presa di Roma (1870) i mezzi della marina pontificia vennero assorbiti dai corpi del Regno d’Italia, come il piroscafo San Paolo, utilizzato dalla guardia doganale del Regno d’Italia per la vigilanza anticontrabbando presso il delta del Po. Anche le infrastrutture vennero utilizzate dallo stato italiano, compreso l’arsenale navale di Roma, situato presso Porta Portese, in via Portuense, all’interno del porto di Ripa Grande, salvo essere dismesso a fine ottocento a causa della costruzione dei nuovi argini sul Tevere (fonte).