Vai al contenuto

Firenze, 1929

    Firenze, 1929
    Firenze, 1929
    « di 2 »

    Francesco Boglini
    Romolo Bruni[1]
    GiamBattista Seghezza
    Luigi Ferretti
    Emidio de Vivo
    2 V P Nu…(?)
    Ottavianelli Mario[2]
    Friscina Vincenzo

    Firenze 12 Febbraio 1929 VII[3]

    Pio Lanza

    DATA 1929
    SOGGETTO Gruppo militari


    B/N COLORE Bianco e nero
    DIMENSIONI 17×12,8cm
    MATERIA E TECNICA Agfa Lupex gelatina bromuro d’argento / carta

    © Archivio Sacchini


    Note

    [1] Iniziamo la nostra ricognizione con la composizione del Fascio di Ceccano che viene costituito il 10 aprile del 1921 ed è composto da due squadre “La Volante” comandata da Stanislao Innico e “La Saetta” comandata da Raffaele De Sio. Nell’elenco generale degli squadristi di Ceccano partecipanti alle azioni figurano 31 persone : Aversa Paolo, Bovieri Giuseppe, Bruni Romolo, Bruni Vincenzo, Bruni Angelo, Ceccacci Fernando, Colapietro Lorenzo, Colapietro Luigi, De Sio Raffaele, De Santis Ubaldo, Di Vico Paolo,Gallucci Nicola, Guerrucci Fiorino, Gizzi Salvatore,  Gizzi Alfredo, Innico Stanislao, Innico Luigi, Innico Camillo, Malizia Giovanni, Marini Alessandro, Protani Paolo, Ronconi Ercole, Peruzzi Pasquale, Tanzini Giovanni, Terenzi Cesare, Terenzi Nicola, Pirri Vincenzo, Tiberia Salvatore, Pizzuti Agostino e  altri due nominativi che risultano illeggibili.(fonte)

    [2] Dal libro “Memorie di un celoviek bersagliere” che contiene il memoriale che Bruno Cecchini (1921-1999), sottotenente nel 3° Reggimento Bersaglieri durante la campagna di Russia, scritto per ricordare i giorni del ripiegamento dalla linea del Don e gli anni della prigionia nel Campo sovietico n. 160 di Suzdal’.
    _   Pontieri, un signore sempre composto e compassato, chiede con voce alta al russo e al mezzo russo: “Niet Italia, da? Niente scuola, niente Italia, da?”
    Nessuna risposta e l’appello continua per i pochi rimasti. L’ultimo prigioniero col cognome che inizia con la lettera zeta, mi pare Zatterin, si avvia verso la folta schiera sempre più vociante dei partenti. I rimasti, una cinquantina; alcuni volti noti, altri notissimi, diversi anonimi.
    Eccoli i trattenuti; annota Storia vera, ricorda Madre Patria: Clerici Ernesto, Baradel Giorgio, Guarnieri Pietro, Radaelli Mario, Camino Ugo, Chini Luigi, Mangone Orazio, Pontieri Salvatore, Bracci Felice, Verrastro Vito, Girometta Carlo, Moccellin Aldo, Fiaschi Sergio, Veliconia Sigfrido, D’auria Michele, Boero Mario, Mangini Giovanni, Marabotto Giuseppe, Camerino Alberto, Corcione Domenico, Toti Antonio, Sandali Rodolfo, Cecchini Bruno, Torriani Carlo, Bonadeo Agostino, Caneva Carlo, Giannone Mario, Naso Antonio, Barberio Romeo, Malgarini Disma, Bosello Mario, Capodaglio Vero, Caffi Francesco, Bertoldi Corrado, Petillo Salvatore, La Mattina Rosolino, Ebbene Desiderio, Paolozzi Vittorio, Quarti Marino, Pignone Roberto, Ottavianelli Mario, Cupidi Walter, Fusco Massimo, Gherardini Gabriele, Lanza Dario, Malaguti Augusto, Fulgente Astro, Lionetti Carlo, Perra Aldo, De Felici Angelo.
    Incredulità, gioia grande, forse anche un po’ di tristezza fra tutti, o quasi, i partenti; silenzio e occhiate dure di odio e di disprezzo nei puniti. _(fonte)

    [3] In quei giorni:
    L’11 febbraio 1929I Patti Lateranensi sono gli accordi sottoscritti tra il Regno d’Italia e la Santa Sede  contenenti un trattato, una convenzione e un concordato. Sottoposti, nella parte del concordato, a revisione nel 1984, essi regolano ancora oggi i rapporti fra Italia e Santa Sede. Ai Patti si devono l’istituzione della Città del Vaticano come Stato indipendente e la piena riapertura formale dei rapporti fra Italia e Santa Sede, interrotti nel 1870 ma gradualmente riallacciati nei decenni successivi fino alla loro definitiva sistemazione con la stipula di tali accordi. Sono richiamati dall’articolo 7 della costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore nel 1948.(fonte)