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Vincenzo Girone. 19 dicembre 1940

Vincenzo Girone. 19-12-1940
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DOMANDA DI SALVACONDOTTO

All’Eccellenza il Presidente
della Commissione Italiana di Armistizio con la Francia[1]

TORINO

Il sottoscritto (1) Sergente Maggiore Girone Vincenzo
foglio di fu Giuseppe e di Augusta Fruttoli
nato a Roma Provincia di Roma il 6-9-1892
di professione giornalista
si onora rivolgere domanda a V. E. affinché voglia concedergli un salvacondotto per
recarsi a (2) Territori francesi sotto controllo italiano e tedesco
in (3) qualunque per (4) articolo presso l’ufficiale italiano rappresentante
la delegazione controllo industrie belliche
presso la commissione tedesca di Clermont Ferrand per la durata di indeterminata
Il sottoscritto dichiara di appartenere alla razza ariana.
All’uopo allega n. 3 fotografie e indica di seguito i propri connotati:
statura 1,76   mento ovale
capelli castani   viso id
occhi id.   barba –
naso regolare   segni particolari –
Torino, lì 19 dicembre 1940 – XIX

IL RICHIEDENTE
Gironi Vincenzo

Indirizzo nel Regno
Roma – Viale Eritrea 21

Parere della Sottocommissione Affari Generali

Decisione dell’Eccellenza il Presidente della Commissione di Armistizio[2]

C. 10 – 1 / 934

819 Casato e nome
(2) Località
(3) Mezzo di trasporto
(4) Motivo della richiesta

foto
Gironi Vincenzo

timbro  
rilasciato salvacondotto il 25 DIC. 1940 Anno XIX

a matita
2806
5
Controllo Ind. Bell. (sotto la foto)


Note

[1] L’armistizio di Villa Incisa fu firmato alle 19:15 del 24 giugno 1940 a Villa Incisa, sulla via Cassia all’Olgiata (Roma), tra la Francia e l’Italia, rappresentate rispettivamente dal generale Charles Huntziger e dal maresciallo Pietro Badoglio. L’Italia e la Francia erano in guerra dal 10 giugno 1940.

Le clausole
L’armistizio previde l’occupazione da parte italiana di alcuni territori francesi di confine, la smilitarizzazione dei confini franco-italiano e libico-tunisino per una profondità di 50 chilometri, nonché la smilitarizzazione della Somalia francese (odierno Gibuti) e la possibilità da parte italiana di usufruire del porto di Gibuti e della ferrovia Addis Abeba-Gibuti.

I territori occupati
I dipartimenti francesi interessati dall’armistizio furono la Savoia, le Alte Alpi, le Basse Alpi e le Alpi Marittime.

Nel dipartimento della Savoia furono occupati i comuni di Séez, Montvalezan, Sainte-Foy-Tarentaise; nell’alta valle dell’Isère Bessans, Bramans, Lanslevillard; Lanslebourg, Termignon, Sollières, Sardières, la frazione di Les Mottet-Versoye del comune di Bourg-Saint-Maurice sui fianchi del San Bernardo ed i comuni di Aussois e di Avrieux (in tutto 5.301 abitanti).

Nel dipartimento delle Alte Alpi furono occupati i comuni di Monginevro e di Ristolas, la frazione di Roux del comune di Abriès, i comuni di Névache e di Cervières (in totale 370 abitanti).

Nel dipartimento delle Basse Alpi furono occupate le frazioni di Combremond appartenente al comune di Saint-Paul-sur-Ubaye e Roche-Mèane del comune di Larche (per un totale di 32 abitanti).

Nel dipartimento delle Alpi Marittime furono occupati i comuni di Mentone, Fontan, le frazioni di La Blanche e Doans, entrambe nel comune di Santo Stefano di Tinea, e alcune case del comune di Isola. Inoltre i comuni di Castellaro, Breglio, Saorgio, Sospello, Rimplas, Valdiblora, San Martino Lantosca, Roccabigliera e Belvedere furono parzialmente occupati (per un totale di 22.820 abitanti, di cui 21.700 a Mentone).

Complessivamente i territori occupati dall’Italia (e annessi de facto) avevano un’estensione di 832 km² ed una popolazione di 28.523 abitanti.

Firmatari
Per la Francia:

Generale d’armata Charles Huntziger
Per il Regno d’Italia:

Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio. (fonte)

[2] Premessa del gen. Arturo Vacca Maggiolini, Presidente della Commissione Italiana di Armistizio
«L’armistizio concluso nel giugno 1940 tra l’Italia e la Francia assume un particolare interesse storico e dottrinario – e nel campo militare e in quello del diritto internazionale – per la sua eccezionale durata e per il fatto, eccezionale anch’esso, che esso, contrariamente a quanto si era sempre verificato, non pose affatto termine alla guerra, e neppure la sospese, né con la Francia – una parte almeno delle cui forze coloniali non si piegò all’armistizio – né, tanto meno, con gli altri avversari dell’Asse, talché il regime armistiziale si svolse in condizioni e caratteristiche assolutamente nuove, venendo a subire i duri contraccolpi di gravi avvenimenti che andavano frattanto verificandosi in tutto il mondo.1 Inoltre, l’alleanza che c’era con il Reich esigeva che l’azione verso la Francia procedesse con perfetta unità d’indirizzo, richiedendo delle continue e spesso laboriose discussioni tra le Presidenze delle due Commissioni e persino, talora, tra i Comandi supremi e tra gli stessi Governi dei due Paesi dell’Asse, accrescendo la complessità e la difficoltà dei compiti, già di per sé gravosi, della Commissione Italiana di Armistizio con la Francia (C.I.A.F.). La C.I.A.F. costituiva un organismo molto complesso, con attribuzioni non soltanto militari, ma anche politiche, diplomatiche, economiche, finanziarie, giuridiche, commerciali, doganali, ferroviarie e tante altre; inoltre, nei territori occupati dalle nostre truppe aveva competenze amministrative, giudiziarie, notatili, scolastiche, sanitarie, tanto per citare le più importanti. Oltre alla Presidenza italiana, con gli organi di segreteria, aveva 2 Commissioni, 8 Sottocommissioni, oltre 18 Delegazioni, 8 Commissariati, 1 Commissariato commerciale, 1 Legione, i Consolati, e svolgeva la sua attività su tre Continenti. La C.I.A.F. aveva, infatti, a latere della Presidenza, una “Segreteria generale”, comprendente un “Ufficio Stato Maggiore”, un “Ufficio Informazioni”, un “Ufficio Personale ed affari vari”, un “Quartier Generale” (con compreso un Comando dei Reali Carabinieri) ed una “Delegazione”, dislocata a Wiesbaden presso la Commissione Tedesca di Armistizio; una “Amministrazione dei territori occupati”, con uffici centrali, ed 8 “Commissariati” civili dislocati a Mentone, Lanslebourg, etc.; 8 importanti Sottocommissioni, ossia una “Sottocommissione per l’Esercito”, con uffici centrali e “Delegazioni” di controllo in Francia e nell’Africa Francese del Nord; una “Sottocommissione per la Marina”, con uffici centrali e “Delegazioni” di controllo a Tolone, Marsiglia, Biserta, Algeri, etc.; una “Sottocommissione per l’Aeronautica”, con uffici centrali e Delegazioni di controllo in Francia e nell’Africa Settentrionale francese; una “Sottocommissione per gli Armamenti” (per il controllo delle industrie belliche e dei combustibili liquidi) con uffici centrali, un Ufficio a Roma di collegamento con il Fabbriguerra e Delegazioni di controllo in Francia e nell’Africa Francese del Nord; una “Sottocommissione per gli Affari Generali e Finanziari”, con uffici centrali e con organi (Regi Consolati) in Francia e nell’Africa Francese del Nord per l’assistenza ai nostri connazionali; una “Sottocommissione per gli Affari Economici e Finanziari”, con uffici centrali, una “Delegazione finanziaria” a Parigi, una “Delegazione per il recupero delle navi e delle merci” a Marsiglia, una “Delegazione ferroviaria” a Lione, una “Legione della Regia Guardia di Finanza” distribuita lungo la costa mediterranea francese ad est del Rodano e lungo il confine franco-svizzero; una “Sottocommissione per gli affari giuridici”; una “Sottocommissione per gli Scambi Commerciali”, con “Commissariato commerciale” a Parigi; 6 importanti delegazioni da coordinare, ossia una “Delegazione generale per il Nord Africa” con sede ad Algeri e Delegazione a Casablanca pel collegamento con l’Ispettorato tedesco in Marocco; una “Delegazione per il controllo della Corsica” con sede ad Ajaccio; una “Delegazione per il controllo della Costa francese dei Somali” con sede a Gibuti; una “Delegazione per il controllo della Siria” con sede a Beyrouth; una “Delegazione Tedesca” di collegamento con la C.I.A.F.; una “Delegazione Francese” presso la C.I.A.F.». Da Carlo PIOLA CASELLI La Commissione Italiana d’Armistizio con la Francia (Mussolini, Hitler, Pétain, de Gaulle, dalle carte del gen. Arturo Vacca Maggiolini).(fonte)