Solingen, den 28. Oktober 1943
Mein Liebes!
Endlich kam nach langer Zeit noch mal wieder ein Lebenszeichen von Dir, und zwar war es Dein Briefchen vom 12.10.43. Ich freute mich sehr, obwohl es ja eigentlich auch eine traurige Mitteilung war. Nun musst Du wieder wandern und Ihr habt Eure Zelte inzwischen wieder an einer anderen Stelle aufgeschlagen. Wer weiss wo… Aber ich kann mir doch denken, wo das sein wird, ich bin mal gespannt, ob ich mit meiner Vermutung Recht habe! Dann machst Du ja keinen allzu schlechten Tausch gegen R. Und Du bist mir ein grosses Stück näher gerückt!! Nun, ich werde es ja vielleicht bald erfahren. Ich hoffe und wünsche jedenfalls von Herzen, dass Ihr nicht enttäuscht sein werdet und Euch bald wieder einigermassen eingelebt habt. Das ewige Wechseln und Hin- und Her ist ja nicht schön. Immer muss man sich wieder losreissen von Stätten, die einem vertraut geworden sind, wo man schöne und traurige Tage und Stunden verbracht hat, aber das lässt sich ja nun einmal nicht ändern, wenigstens jetzt noch nicht. Einmal muss ja auch wieder die Zeit kommen, wo man wieder „sesshaft“ werden kann, oder wenigstens dahin gehen kann, wo man gern sein möchte. Andererseits bekommst auch Du aber auf diese Weise vieles zu sehen und erlebst immer wieder Neues, nicht wahr? Hoffentlich bekomme ich bald Post von Dir und weiss damit, wo Du jetzt steckst. Lebe inzwischen wohl und bleibe gesund und denke zuweilen an
Deine Elsebeth.
in alto e a sinistra:
Dabei ein alter Brief an Deine alte Anschrift, der zurückkam.
retro:
Anbei ein Brief von Solingen.
Auch habe ich noch ein Buch
für Sie hier von Mfr. Thüm.
Habe schon 4 Personen geschrieben,
sie dürften unter meiner Adresse
nicht mehr schreiben.
Es grüßt Sie und Ihre Familie
vielmals
Ihr Friedrich Befo
28.10.43
21.1.44
Note
trad. It
Solingen, 28 ottobre 1943
Amore mio![1]
Finalmente, dopo tanto tempo, è arrivato di nuovo un segno di vita da parte tua, e precisamente la tua letterina del 12.10.43. Ne sono stata molto felice, anche se in realtà era una notizia piuttosto triste. Ora devi rimetterti in cammino e nel frattempo avete piantato le vostre tende in un altro luogo. Chissà dove… Ma posso comunque immaginare dove possa essere, sono curiosa di vedere se la mia supposizione è giusta! In tal caso non fai poi uno scambio così cattivo rispetto a R. E ti sei avvicinato a me di un bel pezzo!! Beh, forse lo verrò a sapere presto. Spero e ti auguro di cuore che non rimarrete delusi e che presto vi siate di nuovo ambientati almeno un po’. Questo continuo cambiare e andare avanti e indietro non è certo bello. Bisogna sempre staccarsi da luoghi che sono diventati familiari, dove si sono vissuti giorni e ore belli e tristi; ma purtroppo questo non si può cambiare, almeno per ora. Prima o poi dovrà pur tornare il tempo in cui si potrà di nuovo “mettere radici”, o almeno andare dove si desidera stare. D’altra parte, però, anche tu in questo modo vedi molte cose ed esperimenti sempre qualcosa di nuovo, non è vero? Spero di ricevere presto posta da te e di sapere così dove ti trovi adesso. Vivi intanto bene, resta in salute e pensa ogni tanto a
la tua Elsebeth[2].
in alto e a sinistra:
In allegato c’è una vecchia lettera indirizzata al tuo vecchio indirizzo, che è tornata indietro.
retro
In allegato una lettera da Solingen.
Ho anche qui ancora un libro
per Lei da parte del sig. Thüm.
Ho già scritto a 4 persone,
non dovrebbero più scrivere
al mio indirizzo.
La saluta cordialmente, insieme alla Sua famiglia,
molte volte
il Suo Friedrich[3] Befo
trad.eng.
Solingen, 28 October 1943
My dearest,
At last, after a long time, I have once again received a sign of life from you, namely your little letter of 12 October 1943. I was very happy about it, even though it was, in fact, also sad news. Now you have to move again, and in the meantime you have pitched your tents in yet another place. Who knows where… But I can imagine where that might be, and I am curious to see whether my guess is correct! Then you are not making such a bad exchange compared to R. And you have moved a good deal closer to me!! Well, perhaps I will find out soon. In any case, I hope and wish from the bottom of my heart that you will not be disappointed and that you will soon have settled in again at least somewhat. This constant changing and back and forth is not pleasant. One always has to tear oneself away from places that have become familiar, where one has spent happy and sad days and hours; but that simply cannot be changed, at least not yet. One day the time must come again when one can become “settled” once more, or at least go where one would like to be. On the other hand, in this way you also get to see many things and experience something new again and again, don’t you? Hopefully I will soon receive mail from you and then know where you are now. Until then, live well, stay healthy, and think of me now and then.
Yours, Elsebeth
Enclosed is an old letter to your former address, which was returned.
back
Enclosed is a letter from Solingen.
I also still have a book here for you
from Mr. Thüm.
I have already written to four people;
they should no longer write
to my address.
With many greetings to you
and your family,
Yours,
Friedrich Befo
[1]La lettera proviene dall’archivio di Maria Antonietta Basile. Mab, come era comunemente chiamata, fu la moglie di Luigi Marziani (Senigallia, 26 agosto 1900 – Roma, 16 agosto 1977), odontoiatra ed esperto in chirurgia orale, di fama internazionale per aver sperimentato il primo impianto sottoperiosteo a griglia di tantalio.(fonte)
Su di lei:
Nella S∴G∴L∴N∴I∴ degli Antichi Liberi Accettati Massoni di Piazza del Gesù, sedente in Roma,
Maria Antonietta Basile ricopriva il ruolo di Gr∴ Seg∴ Add∴ Relaz∴ Estere,
M. Antonietta Marziani Basile 33∴
Nel documento della CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA. IX LEGISLATURA, Doc. XXIII n. 2-quater/6/IV
COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULLA LOGGIA MASSONICA P2
ALLEGATI ALLA RELAZIONE, SERIE Il: DOCUMENTAZIONE RACCOLTA DALLA COMMISSIONE, VOLUME VI, Loggia P2 e Massoneria. TOMO IV. ROMA 1987
– È presente alla pag. 192
GRAN SEGR.·. ADD:. RELAZ:. ESTERE M. Antonietta MARZIANI BASILE 33:.
– A pag 178
Nella Tornata Ordinaria della Giunta Esecutiva dell’Ordine dell’8° giorno del III mese dell’A. L. 5973
Prot. n. 0/2481 – G/m
Nell’Ordine del giorno
al punto 6) Relazioni. Internazionali: Relatrice l’Elett.ma e Pot.ma Sor. Maria Antonietta MARZIANI BASILE, Gran Segretario alle Relazioni Estere ;
– A pag. 542
per: TRAITE DE “L’UNION MACONNI DE MEDITERRANEENNE”
A la suite des élections qui se sont déroulées conformément aux Règlements de l’U:.M:.M:., le.Oomité Exécutif sera composé comme suit pendant lescinq premièree annéee:
GRAN SEGR.·. ADD:. RELAZ:. ESTERE M. Antonietta MARZIANI BASILE 33:.(fonte)
[2] La lettera è di Elizabeth Meyer, amica di Maria Antonietta Basile
[3] Friedrich Stift era un Obergefreiter della Wehrmacht nel 1943, un soldato di grado modesto ma con esperienza, probabilmente già da tempo lontano da casa. Attraverso la Feldpost, manteneva un legame vitale con la Germania civile, in particolare con Elizabeth Meyer, che gli scriveva da Solingen con tono affettuoso e confidenziale. La cura con cui veniva indicato sulla busta e la regolarità della corrispondenza suggeriscono un uomo affidabile, atteso, qualcuno per cui la posta aveva un valore profondo. Friedrich appare come uno dei tanti soldati tedeschi di quegli anni: non una figura di comando, ma un individuo immerso nella routine militare, sostenuto emotivamente da chi lo aspettava a casa, e per il quale le lettere rappresentavano un fragile ma essenziale filo di normalità in mezzo alla guerra.(secondo dati teorici)
In quei giorni…
Il rastrellamento del ghetto di Roma fu una retata effettuata da truppe tedesche appartenenti alle SS o alla polizia d’ordine (Ordnungspolizei), con la collaborazione dei funzionari del regime fascista della Repubblica Sociale Italiana tra le ore 05:30 e le ore 14:00 di sabato 16 ottobre 1943 (da cui il ricordo di questo giorno come Sabato nero), che portò all’arresto di 1259 persone, di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine, quasi tutti appartenenti alla comunità ebraica romana. Gli arresti vennero attuati principalmente in via del Portico d’Ottavia e nelle strade adiacenti, ma anche in altre differenti zone della città di Roma.
Dopo il rilascio di un certo numero di componenti di famiglie di sangue misto (mischlinge) o stranieri, 1023 rastrellati furono deportati direttamente al campo di sterminio di Auschwitz. Soltanto 16 di loro sopravvissero (15 uomini e una donna, Settimia Spizzichino morta nel 2000).(fonte)



