CONSIGLIO DELL’ORDINE DI VITTORIO VENETO
Roma, li 22.07.1977
Posizione n. 0176439
Al Sig. CONTI GIUSEPPE[1]
VIA GRAZIOLI LANTE 16
00100 – ROMA
OGGETTO: Comunicazione.-
L’esame della scheda sostitutiva dell’atto di notorie-
sa compilata di proprio pugno dalla S.V., alla luce di tutti
i documenti già allegati alla istanza, si è concluso con la
conferma del riconoscimento della “medaglia ricordo in
oro”.
In conseguenza, a seguito di quanto comunicatoLe,
sarà provveduto alla consegna dell’insegna nel più breve
tempo possibile.
A tal uopo sono state interessate le competenti auto-
rità.
IL PRESIDENTE
Amm. Di Sq. Luigi TOMASUOLO[2]
RICEVUTA
Posizione n. 0176439
Per ricevuta della medaglia ricordo in oro[3].
Il sottoscritto, contestualmente, dichiara di non averla
già ricevuta a seguito di altra domanda.
..(località e data) .. (firma)
DELEGA
Il sottoscritto titolare/familiare del titolare delega il Sig.
.. (cognome e nome) .. residente a ..
Via/Piazza .. N.., a ritirare la medaglia
ricordo concessa ai sensi della L. N. 263/1968.
..lì… …(firma) ..
AVVERTENZA: la presente lettera va esibita all’atto del ri-
tiro della medaglia di cui sopra.
CONSIGLIO DELL’ORDINE DI VITTORIO VENETO
MINISTERO
DIFESA
CELD – ESERCITO
00100- ROMA
ROMA
23.VII.77
POSTE ITALIANE
0170.=
H 2626o
Note
[1] Giuseppe Conti nacque a Pianoro, in provincia di Bologna, il 3 dicembre del 1893. Partecipò alla prima guerra mondiale combattendo sul fronte del Carso tra il 1915 e il 1917, durante le dure campagne caratterizzate da cruenti assalti e assedi lungo la linea dell’Isonzo. Il territorio pietroso e arido rendeva le operazioni particolarmente difficili: i soldati erano costretti a scavare trincee con martelli e scalpelli, mentre la mancanza d’acqua e le temperature estreme aggravavano ulteriormente le sofferenze. In quel periodo Conti subì il congelamento delle gambe.
Per la sua condotta militare, giudicata degna di encomio in zona di guerra, e per le ferite riportate al fronte, venne insignito della Croce di Guerra al Merito di Guerra, un’onorificenza italiana istituita nel 1918 e conferita ai militari distintisi per meriti durante il conflitto.
Terminato il conflitto, pur rimanendo legato ai territori d’origine, dove mantenne legami familiari e alcuni possedimenti, si trasferì a Roma. Qui entrò a far parte dell’EIDA (Ente Italiano per il Diritto d’Autore), destinata a diventare SIAE dopo il 1945. Negli anni Trenta divenne direttore per Roma e il Lazio.
Contribuì alla redazione della guida Legge e regolamentazione per l’amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato (Ministero delle Finanze, Roma, Libreria dello Stato, 1924). Fu inoltre autore, insieme ad A. Snia, del volume Lo spettacolo italiano. Riassunto pratico e coordinato delle norme legislative e regolamentari in materia di pubblica sicurezza, tasse di concessioni governative bollo e scambio, diritti erariali d’autore e demaniali, procedura per la definizione delle violazioni (Roma, 1933 XI).
Durante la Seconda guerra mondiale perse i suoi possedimenti a Pianoro, a causa dei violenti scontri e dei bombardamenti alleati lungo la Linea Gotica, che attraversava esattamente quelle zone.
Nel 1968 fu insignito anche del titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto, onorificenza istituita nello stesso anno per celebrare il cinquantenario della vittoria della Prima Guerra Mondiale. Il riconoscimento era destinato ai combattenti del primo conflitto mondiale ancora in vita nel 1968, che avessero già diritto alla Croce al Merito di Guerra o a meriti equiparabili, previa presentazione di domanda.
Nel dopoguerra, ormai pensionato e residente a Roma, si dedicò alla famiglia. Una curiosità: nel 1956 l’amico Vincenzo Talarico, conosciuto negli anni dell’EIDA, lo invitò a fare una brevissima apparizione come comparsa nel film di Luciano Emmer Il bigamo.
Giuseppe Conti morì a Roma il 3 maggio 1973.
Memorie personali
[2] Luigi Tomasuolo. Ammiraglio di squadra, medaglia d’argento al valore militare (due concessioni di cui una sul campo), croce di guerra al valore militare, medaglia di bronzo al valore di Marina, croce al merito di guerra (due concessioni), cavaliere di gran croce dell’ordine della Repubblica Italiana. Volontario della libertà, partigiano combattente.
Nato a Roma il 30 settembre 1914, fu ammesso all’Accademia Navale di Livorno nel 1932, conseguendo la nomina a guardiamarina nel 1936. Dopo i consueti imbarchi da ufficiale subalterno, promosso tenente di vascello nel 1940, imbarcato sull’incrociatore pesante Pola, dal giugno 1940 prese parte, a seconda guerra mondiale in corso, agli scontri navali di Punta Stilo, di Capo Teulada e a quello di Capo Matapan nella notte sul 28 marzo 1941, nel corso del quale fu affondata la sua unità. Nel conseguente naufragio dette soccorso ad altri naufraghi, in particolare sostenendo un commilitone ferito fino al recupero da parte di unità avversaria, meritando una medaglia di bronzo al valore di Marina. Avviato in campo di concentramento in Egitto, dopo breve tempo, con audace risolutezza, indossata una uniforme nemica, riuscì a evadere esponendosi a gravi pericoli e conseguenze. Vagò per il paese, raggiungendo la Palestina e la Siria e infine l’Italia dopo circa sei mesi di fortunose avventure. Per tale mirabolante e coraggiosa azione fu decorato di medaglia d’argento al valore militare.
Presentatosi allo Stato maggiore della Marina nel novembre 1941, fu quindi destinato a Pola, alle Scuole C.R.E.M., ove venne a trovarsi all’armistizio dell’8 settembre 1943. Raggiunta Venezia e poi Roma si pose a disposizione del fronte militare clandestino della Marina, che nel frattempo si andava costituendo. Nel corso della guerra di liberazione, sempre pronto a correre ogni rischio, fu impiegato in numerose operazioni in territorio controllato dalle forze germaniche, organizzando, tra l’altro, servizi speciali e trasportando materiali compromettenti. Al termine del conflitto ricevette per tale attività la seconda medaglia d’argento al valore militare sul campo.
Nel dopoguerra ebbe il comando di unità sottili e, promosso capitano di corvetta nel 1948 e capitano di fregata nel 1952, ebbe il comando dell’avviso scorta Orione e della squadriglia corvette della Scuola di comando navale. Promosso capitano di vascello nel 1959, nello stesso anno fu destinato a Mosca quale addetto navale, sede che lasciò nel 1961, assumendo per un anno il comando del cacciatorpediniere Indomito e poi l’incarico di capo di stato maggiore aggiunto della squadra navale.. Fu quindi promosso contrammiraglio nel 1964, destinato allo stato maggiore della Marina, capo del reparto studi armi e mezzi, nonché delegato permanente italiano al Nato Naval Armaments Group fino al 1969. Da ammiraglio di divisione nel 1969-1970 ebbe il comando della 1 aDivisione navale e fu destinato al segretariato generale della difesa.
Ammiraglio di squadra nel 1972, fu comandante in capo del Dipartimento militare marittimo di Taranto (1973-1975) e poi di Napoli (1975-1977), abbinato all’incarico NATO di comandante navale del Sud Europa. Infine fu presidente del Consiglio superiore delle Forze Armate.Collocato in ausiliaria nel settembre 1977, morì a Roma il 22 dicembre 2010. Pag. 519-520.(fonte)
[3] La Medaglia Ricordo in Oro per il “50º Anniversario della Vittoria 1918 1968” fu creata dall’Articolo 1 della Legge nº 263 del 18 marzo 1968 “Riconoscimento in favore dei partecipanti alla guerra 1914-18 e alle guerre precedenti” e definita nelle caratteristiche dall’Articolo 1 del Decreto Ministeriale della Difesa del 20 giugno 1968 “Caratteristiche della medaglia ricordo in oro e dell’insegna di cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto, istituite con la legge 18 marzo 1968, n. 263, concernente riconoscimenti in favore dei partecipanti alla guerra 1914-18 ed alle guerre precedenti”.
Era concessa, previa domanda dell’interessato, tramite il proprio Comune di residenza, a coloro che prestarono servizio militare per almeno 6 mesi nelle Forze armate italiane durante la guerra 1914-18 o durante le guerre precedenti.
Fu consegnata agli interessati, nella sua regolamentare scatola blu di plastica con interno preformato di plastica vellutata azzurra, assieme al diploma ed alla croce di Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto.
Insegne
La medaglia non era portativa.
Medaglia
La medaglia consiste in un disco in lega d’oro (marcato sul dritto “750” ossia 18 carati = 75% d’oro), del diametro di 20 mm, dello spessore di 1,2 mm, del peso di 5,20 g, con una cambretta di appensione quadrangolare e bordo liscio, con:
sul dritto/fronte un Elmetto Adrian Mod. 16 posto verso sx, su 2 serti intrecciati di 4 foglie di alloro e di 3 foglie di quercia, sormontati da una stella pentagonale;
sul rovescio/retro la scritta su 5 righe 50° / ANNIVERSARIO / DELLA VITTORIA / 1918 / 1968 su 2 serti di foglie di alloro per complessive 6 foglie e 3 bacche, qui si ritrovano anche le 2 punzonature (produttore e oro).
Nastro
La medaglia è appesa ad un nastro di seta della larghezza di 24 mm, formato con i colori della bandiera italiana alternati, di 12 strisce verticali di 2 mm ciascuna.(fonte)



