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Nonno
LORENZO MARZOCCHI
FOTOGRAFO
BOLOGNA
Cartolina postale
Data: 1911 c.a
Autore: Lorenzo Marzocchi
Soggetto: ritratto di Giuseppe Conti [1]
Colore: Seppia
Dimensioni:
b cm 9 x h cm 13,5
Materiale: cartoncino
Tecnica: al bromuro argento stampata in positivo
© Archivio Sacchini
Note
[1] Giuseppe Conti nacque a Pianoro, in provincia di Bologna, il 3 dicembre del 1893. Partecipò alla prima guerra mondiale combattendo sul fronte del Carso tra il 1915 e il 1917, durante le dure campagne caratterizzate da cruenti assalti e assedi lungo la linea dell’Isonzo. Il territorio pietroso e arido rendeva le operazioni particolarmente difficili: i soldati erano costretti a scavare trincee con martelli e scalpelli, mentre la mancanza d’acqua e le temperature estreme aggravavano ulteriormente le sofferenze. In quel periodo Conti subì il congelamento delle gambe.
Per la sua condotta militare, giudicata degna di encomio in zona di guerra, e per le ferite riportate al fronte, venne insignito della Croce di Guerra al Merito di Guerra, un’onorificenza italiana istituita nel 1918 e conferita ai militari distintisi per meriti durante il conflitto.
Terminato il conflitto, pur rimanendo legato ai territori d’origine, dove mantenne legami familiari e alcuni possedimenti, si trasferì a Roma. Qui entrò a far parte dell’EIDA (Ente Italiano per il Diritto d’Autore), destinata a diventare SIAE dopo il 1945. Negli anni Trenta divenne direttore per Roma e il Lazio.
Contribuì alla redazione della guida Legge e regolamentazione per l’amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato (Ministero delle Finanze, Roma, Libreria dello Stato, 1924). Fu inoltre autore, insieme ad A. Snia, del volume Lo spettacolo italiano. Riassunto pratico e coordinato delle norme legislative e regolamentari in materia di pubblica sicurezza, tasse di concessioni governative bollo e scambio, diritti erariali d’autore e demaniali, procedura per la definizione delle violazioni (Roma, 1933 XI).
Durante la Seconda guerra mondiale perse i suoi possedimenti a Pianoro, a causa dei violenti scontri e dei bombardamenti alleati lungo la Linea Gotica, che attraversava esattamente quelle zone.
Nel 1968 fu insignito anche del titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto, onorificenza istituita nello stesso anno per celebrare il cinquantenario della vittoria della Prima Guerra Mondiale. Il riconoscimento era destinato ai combattenti del primo conflitto mondiale ancora in vita nel 1968, che avessero già diritto alla Croce al Merito di Guerra o a meriti equiparabili, previa presentazione di domanda.
Nel dopoguerra, ormai pensionato e residente a Roma, si dedicò alla famiglia. Una curiosità: nel 1956 l’amico Vincenzo Talarico, conosciuto negli anni dell’EIDA, lo invitò a fare una brevissima apparizione come comparsa nel film di Luciano Emmer Il bigamo.
Giuseppe Conti morì a Roma il 3 maggio 1973.
Memorie personali



