Acquerello su cartoncino, raffigurante uno scorcio della città di Fiume. Un Giardino interno semicoperto da un muro in primo piano, delle case e in lontananza, sulla sinistra un campanile, probabilmente quello della Cattedrale di San Vito.
In basso, al centro, a inchiostro la firma Guido Lucich e la data 11 VII 1917.
| Attribuzione | Opera di Guido Lucich |
| Data | 11 luglio1917 |
| Stile | Impressionista |
| Stato | Buone condizioni. |
| Materiale | Acquerello su cartoncino |
| Larghezza | 19,5 cm |
| Altezza | 28 cm |
© Archivio Sacchini
Note
L’acquerello raffigura uno scorcio di Fiume ed è opera di Guido Lucich. L’opera, che in precedenza apparteneva a Enrico D’Ancona, forse un suo conoscente, testimonia il legame tra i due artisti. Nel 1929, Lucich cambiò il suo cognome in Luciani, come riportato nella Gazzetta Ufficiale. Nella seconda metà degli anni Venti, il regime fascista impose l’italianizzazione dei cognomi a Trieste e nelle altre province giuliane, un processo che era già iniziato nel 1926 nella provincia di Trento con l’italianizzazione dei toponimi, sotto la guida di Ettore Tolomei. Dal 1925, il fascismo portava avanti una campagna di italianizzazione nei territori orientali.
Risulta che Guido Luciani (un tempo Lucich) fosse tra i più giovani legionari. Durante i bombardamenti rimase ferito alla testa da una scheggia.
Il tragico “Natale di sangue” avvenne esattamente cento anni fa, alla vigilia di Natale, quando le truppe del Regio Esercito attaccarono le forze della Reggenza Italiana del Carnaro, guidata da Gabriele D’Annunzio: fu l’inizio della fine dell’Impresa di Fiume.
I primi scontri ebbero luogo poco dopo mezzogiorno del 24 dicembre; dopo una breve tregua natalizia, la battaglia riprese il 26. Di fronte alla strenua resistenza dei legionari, armati di mitragliatrici e granate, la Regia Marina ricevette l’ordine di bombardare le postazioni ribelli.
Le batterie della corazzata Andrea Doria colpirono anche il Palazzo del Governo, sede del comando dannunziano. I bombardamenti, proseguiti fino al 29 dicembre, causarono una trentina di morti e numerosi feriti, anche tra i civili.
Così commentò D’Annunzio:
«Il delitto è consumato. Le truppe regie hanno dato a Fiume il Natale funebre. Nella notte trasportiamo sulle barelle i nostri feriti e i nostri morti. Resistiamo disperatamente, uno contro dieci, uno contro venti. Nessuno passerà, se non sopra i nostri corpi. Abbiamo fatto saltare tutti i ponti dell’Eneo. Combatteremo tutta la notte. E domani alla prima luce del giorno speriamo di guardare in faccia gli assassini della città martire.»
La memoria di quegli eventi ci arriva anche attraverso la testimonianza di Maddalena Saetta, figlia di una profuga fiumana, Luciani Inede (già Lucich), nata nel 1933 e giunta a Savona nel 1946. Inede, madre di Maddalena, abitava a Fiume in via Galileo Galilei.
DECRETI PREFETTIZI:
Riduzione di cognomi nella forma italiana. N. 13391.
IL PREFETTO DELLA PROVINCIA DEL CARNARO
Vista la domanda presentata dal signor Guido Lucich, nato a Fiume il 10 gennaio 1903 da Alessandro e da Silvia Schiavon, residente a Fiume, diretta ad ottenere ai termini dell’art. 2 del R. decreto-legge 10 gennaio 192G, n. 17, la riduzione del proprio cognome in quello di « Luciani ».
Ritenuto che contro l’accoglimento di tale domanda, rimasta affissa per un mese tanto all’albo del Comune di residenza del richiedente quanto all’albo della Prefettura non è stata fatta opposizione alcuna nel termine legale di 15 giorni;
Visto il R. decreto 7 aprile 1927, n. 494, nonché le istruzioni approvate con decreto 5 agosto 1926 del Ministro per la giustizia e gli affari di culto; Udito il parere della Commissione consultiva appositamente nominata;
Decreta: Il cognome del signor Guido Lucich è ridotto nella forma italiana di «Luciani » a tutti gli effetti di legge.(fonte)
Soldato della Legione Fiumana, Guido Lucich risulta tra i partecipanti al cosiddetto Natale di Sangue (dicembre 1920), ultima fase dell’impresa fiumana guidata da Gabriele d’Annunzio. Il suo nome compare con la qualifica di soldato nell’elenco dei membri della Legione Fiumana riportato nella seguente pubblicazione: Giuseppe Moscati, Le cinque giornate di Fiume, Casa Editrice Carnaro, 2ª edizione, 1931. Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni biografiche o documentarie sulla sua attività militare o sulla sua vita successiva.(fonte) – “Riječka legija” tokom riječkog krvavog božića – “La Legione Fiumana” nel Natale di Sangue. Izvadak iz knjige: Giuseppe Moscati. Le cinque giornate di Fiume. Casa editrice Carnaro. 2a edizione 1931 (fonte)
Vers. eng.
The watercolour depicts a view of Fiume and is the work of Guido Lucich. The work, which previously belonged to Enrico D’Ancona, perhaps an acquaintance of his, bears witness to the bond between the two artists. In 1929, Lucich changed his surname to Luciani, as reported in the Official Gazette. In the second half of the 1920s, the Fascist regime imposed the Italianisation of surnames in Trieste and other Julian provinces, a process that had already begun in 1926 in the province of Trento with the Italianisation of place names, under the leadership of Ettore Tolomei. From 1925 onwards, Fascism carried out a campaign of Italianisation in the eastern territories.
It appears that Guido Luciani (formerly Lucich) was among the youngest legionnaires. During the bombing, he was wounded in the head by shrapnel.
The tragic “Bloody Christmas” took place exactly one hundred years ago, on Christmas Eve, when the Royal Army troops attacked the forces of the Italian Regency of Carnaro, led by Gabriele D’Annunzio: it was the beginning of the end of the Fiume Enterprise.
The first clashes took place shortly after midday on 24 December; after a brief Christmas truce, the battle resumed on the 26th. Faced with the strenuous resistance of the legionnaires, armed with machine guns and grenades, the Royal Navy received orders to bomb the rebel positions.
The batteries of the battleship Andrea Doria also hit the Government Palace, headquarters of D’Annunzio’s command. The bombardments, which continued until 29 December, caused about thirty deaths and numerous injuries, including among civilians.
D’Annunzio commented:
‘The crime has been committed. The royal troops have given Fiume a funeral Christmas. During the night, we carry our wounded and our dead on stretchers. We resist desperately, one against ten, one against twenty. No one will pass, except over our bodies. We have blown up all the bridges over the Eneo. We will fight all night. And tomorrow, at first light, we hope to look the murderers of the martyred city in the face.”
The memory of those events also comes to us through the testimony of Maddalena Saetta, daughter of a refugee from Fiume, Luciani Inede (formerly Lucich), born in 1933 and who arrived in Savona in 1946. Inede, Maddalena’s mother, lived in Fiume in Via Galileo Galilei.
PREFECTURAL DECREES:
Reduction of surnames to their Italian form. No. 13391.
THE PREFECT OF THE PROVINCE OF CARNARO
Having examined the application submitted by Mr Guido Lucich, born in Fiume on 10 January 1903 to Alessandro and Silvia Schiavon, resident in Fiume, seeking to obtain, under the terms of Article 2 of Royal Decree-Law No. 17 of 10 January 192G, the reduction of his surname to “Luciani”.
Considering that no objection was raised within the legal deadline of 15 days against the acceptance of this application, which remained posted for one month both on the notice board of the applicant’s municipality of residence and on the notice board of the Prefecture;
Having regard to Royal Decree No. 494 of 7 April 1927, as well as the instructions approved by decree of 5 August 1926 of the Minister of Justice and Religious Affairs; Having heard the opinion of the specially appointed Advisory Commission;
Decrees: The surname of Mr Guido Lucich is reduced to the Italian form “Luciani” for all legal purposes.(fonte)



